Ovvero, cronaca di un paio di giorni da un’amica a Stoccolma.
La prima cosa che mi viene in mente pensando a Stoccolma è Winterviken, uno dei posti più belli della città, almeno per chi cerca un po’ di pace in una domenica altrimenti inutile.
La seconda è la Fika, ovvero la pausa torta-thè del pomeriggio, altrimenti detta un’ottima ragione per trasferirsi in Svezia.
La terza è il mare, anche se non sembra mare.
La quarta, i balconi posticci, appiccicati sotto finestre trasformate in porte.
La quinta, la strana abitudine delle donne svedesi di non abbinare due colori e due tessuti uguali. Pantaloni blu, giacca verde, cintura rossa, borsa viola, scarpe gialle. Pippi Calzelunghe, d’altra parte, non era da meno…
La sesta, i bambini che non piangono mai.
La settima, il “caffè” vicino a St. Eriksplan, con i giornali appiccicati sui muri.
L’ottava, la musica ovunque e i concerti la sera.
La nona, il “vitello tornato”, beato lui.. Chissà che bei posti avrà visto…
La decima, gli Abba, ad ogni ora e in ogni sugo. Come se noi continuassimo a sentire i Ricchi e Poveri…





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