Alessandro Baricco
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Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.
Sono tornata da poco da Stoccolma, con un filo di delusione addosso. Come qualcuno di voi probabilmente saprà, da qualche tempo mi sono lanciata nella malsana impresa di collezionare le traduzioni di Oceano Mare. Perché le parole stanno così bene insieme che mi è venuta la curiosità di vedere se stanno bene anche in un’altra lingua. E soprattutto perché un giorno mi è arrivata a casa la traduzione portoghese, e non ho più smesso. Comunque, dicevamo della delusione: dopo lo smacco danese, anche quello svedese. Esauriti. Non più in stampa. Introvabili. (E qui arriva l’appello: se qualcuno di voi conosce qualcuno che…). Fatto sta che mi sono resa conto che in tutte queste recensioni mancano i libri che più ho amato, e che hanno il solo difetto, poverini, di essere passati dal mio comodino prima che iniziassi l’avventura di questo sito. Altrimenti detto: devo mettermi in pari. Cominciamo con il primo. Che in realtà dal mio comodino, letteralmente, non se n’è mai andato. Dicono che Baricco sia uno di quegli scrittori che o si amano o si odiano. Io non potrei, semplicemente, farne a meno. Soprattutto di questo. Ne ho avute svariate copie, regalate in giro e ricomprate, tanto che pare che sotto il portadentifricio del caro buon vecchio Alessandro ci sia la mia targhetta, come sulle panche in chiesa. L’ho anche ricopiato tutto al computer, e l’ho salvato lì, per averlo sempre a portata di mano. Non so se sia sintomo di una qualche malattia, ma questo libro è semplicemente perfetto, fatto apposta per me.




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oddio…questa sì, mi sembra una grave malattia. Hai ricopiato tutto al computer? Non facevi prima a scansionarlo?
Vabbe’…se trovo qualche traduzione ti faccio sapere.
Ehi…è la prima volta che scrivo in questo blog. Innanzitutto ti dico che è stupendo. Perfetto!
E poi…bè…ho appena appena finito di leggere “Oceano mare”. Già questo dice tutto. E’ grazie a te che ho deciso di leggerlo. All’inizio era solo un nome in mezzo a una lista infinita, ma poi mia nonna mi ha detto: “Dammi il titolo di un libro, che te lo regalo” e io, forse per uno scherzo del destino, ho scelto proprio questo. Chissà perché.
Devo ringraziarti, non c’è che dire.
Per la prima volta nella mia vita (se non contiamo la prima elementare, ovviamente) sono stata talmente estasiata dalle parole che mi trovavo davanti da sentire il bisogno di leggere ad alta voce. Pazzesco. E’ che le parole sembrano…non so…trovarsi lì da sempre apposta per me, sembrano…così in armonia tra di loro che…davvero, non riesco nemmeno a parlarne. Ogni frase di troppo rovinerebbe tutta la magia in cui sono stata immersa nelle ultime ore. E dire che non ho mai considerato il mare COSI’.
Quindi…grazie. =)
Ah, a proposito: non sei pazza, credimi. Anche a me era venuta una mezza idea di farlo. O perlomeno…SE sei pazza non sei l’unica.
Ho dimenticato una cosa: sembra incredibile, ma il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1993, quando sono nata io. Pazzesco, anche questo.
Cara Ester, grazie a te! Sai, io ogni tanto passo da queste parti per lasciare traccia di un libro che ho letto, e in fondo non è altro che quello che facevo prima sul mio quadernino, nel cassetto del comodino, solo alla luce del sole. Forse perché non ho più un comodino con un cassetto. Ad ogni modo, mi sorprendo a scoprire che qualcuno mi prende sul serio :) Sono contenta che Oceano Mare ti sia piaciuto, e capisco benissimo quello che vuoi dire. Le parole sono perfette, nel posto perfetto. Per me, è semplicemente IL libro. Ci sono persone che considerano un film, o una canzone, il riassunto della loro vita, il film o la canzone in cui c’è tutto, la risposta a tutto, e anche tutte le domande. Per me, Oceano Mare è la risposta e la domanda, a qualunque cosa. Soprattutto, è la risposta alle serate invernali, quando sei un po’ giù e non sai che fare, quando in tv c’è solo il Grande Fratello: apro una pagina a caso, leggo, e mi rimetto in pace con il mondo. Dovrei fondare una nuova religione, l’oceanomarismo :) (ps. a parte gli scherzi e i deliri da setta religiosa che, ammetto, sono un po’ esagerati, prova con Novecento, quando hai un’oretta libera: sempre di mare si parla – anche se da lì, mentre noi l’abbiamo sempre visto da qui).
Sì…mi piace l’idea della religione… =)
E proverò a leggermi Novecento, contaci! Dopo luglio e agosto – che dovrò passarli a leggere per compito i 1000 libri in tutte le lingue che studio – me lo compro!