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	<title>Commenti a: Vintage</title>
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	<description>Ma il verbo happen e l&#039;aggettivo happy hanno la stessa radice? Perché a volte accadono cose che rendono veramente felici…</description>
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		<title>Di: j</title>
		<link>http://dirimpa.wordpress.com/2009/06/26/vintage/#comment-502</link>
		<dc:creator>j</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 23:16:05 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo sulla moda &quot;old fashion&quot;; mi sono spesso chiesto anch&#039;io del perchè ci sia questa particolare affezione al passato che ci limita nella sperimentazione. E mentre in giappone fanno i robot in grado di imparare a riconoscere persone e oggetti, qui in italia si ridisegna la 500, in modo tale che ci stia il lettore mp3 (e pare una negazione del presente e del futuro, più che una rivisitazione del passato).
Sembra un&#039;inversione di rotta; si prendono quegli aspetti che trenta, quarant&#039;anni fa erano dettati dalla mera necessità tecnica e se ne fa oggetto di design e di superflua (?) necessità morale.
Hai parlato di automobili e non credo che sia un caso, perchè è un mondo, quello dei motori, che non dura, nonostante dovrebbe essere ideato e prodotto per durare! Lo stesso accade in architettura, l&#039;arte duratura per eccellenza, che vede fabbriche e capannoni cambiare forma ogni decennio, in una metamorfosi morbosa che ci porta ad interrogarsi sulle nostre necessità. E mentre il Partenone se ne sta ancora sulla sua acropoli, dopo la violenza del tempo e delle vicende umane, a simboleggiare una cultura che si è persa (ma che permane), la cultura del presente si vanifica e si deteriora in una nullificazione delle forme e (soprattutto) dei significati. E tra tutte le necessità che ci spingono a produrre, quelle che vincono sono sempre quelle incombenti del profitto (il famoso capitale) e del consumo.
Peccato che questa inversione polare, questo capovolgimento di significato tra &quot;valore&quot; e &quot;guadagno&quot; ci porti sempre più lontano dalla comprensione che quanto di più degno di attenzione e salvaguardia ci sia al mondo, è proprio ciò a cui noi meno poniamo rispetto e umiltà.
E&#039; proprio ciò che una volta c&#039;era, in grande quantità e qualità, e che ora sempre più rapidamente si disperde nel nulla. Forse questa nostra affezione per il passato recente è proprio legata a questa nostra incapacità di accettare e al contempo alla insita volontà di negare che ciò che stiamo perdendo non è più recuperabile. La 500 di domani non sarà MAI come quella di ieri.
(scusa, troppo prolisso...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo sulla moda &#8220;old fashion&#8221;; mi sono spesso chiesto anch&#8217;io del perchè ci sia questa particolare affezione al passato che ci limita nella sperimentazione. E mentre in giappone fanno i robot in grado di imparare a riconoscere persone e oggetti, qui in italia si ridisegna la 500, in modo tale che ci stia il lettore mp3 (e pare una negazione del presente e del futuro, più che una rivisitazione del passato).<br />
Sembra un&#8217;inversione di rotta; si prendono quegli aspetti che trenta, quarant&#8217;anni fa erano dettati dalla mera necessità tecnica e se ne fa oggetto di design e di superflua (?) necessità morale.<br />
Hai parlato di automobili e non credo che sia un caso, perchè è un mondo, quello dei motori, che non dura, nonostante dovrebbe essere ideato e prodotto per durare! Lo stesso accade in architettura, l&#8217;arte duratura per eccellenza, che vede fabbriche e capannoni cambiare forma ogni decennio, in una metamorfosi morbosa che ci porta ad interrogarsi sulle nostre necessità. E mentre il Partenone se ne sta ancora sulla sua acropoli, dopo la violenza del tempo e delle vicende umane, a simboleggiare una cultura che si è persa (ma che permane), la cultura del presente si vanifica e si deteriora in una nullificazione delle forme e (soprattutto) dei significati. E tra tutte le necessità che ci spingono a produrre, quelle che vincono sono sempre quelle incombenti del profitto (il famoso capitale) e del consumo.<br />
Peccato che questa inversione polare, questo capovolgimento di significato tra &#8220;valore&#8221; e &#8220;guadagno&#8221; ci porti sempre più lontano dalla comprensione che quanto di più degno di attenzione e salvaguardia ci sia al mondo, è proprio ciò a cui noi meno poniamo rispetto e umiltà.<br />
E&#8217; proprio ciò che una volta c&#8217;era, in grande quantità e qualità, e che ora sempre più rapidamente si disperde nel nulla. Forse questa nostra affezione per il passato recente è proprio legata a questa nostra incapacità di accettare e al contempo alla insita volontà di negare che ciò che stiamo perdendo non è più recuperabile. La 500 di domani non sarà MAI come quella di ieri.<br />
(scusa, troppo prolisso&#8230;)</p>
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		<title>Di: pani</title>
		<link>http://dirimpa.wordpress.com/2009/06/26/vintage/#comment-501</link>
		<dc:creator>pani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 21:33:27 +0000</pubDate>
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		<description>uh! Quando si pensa troppo al passato, con nostalgia, significa che gli anni avanzano...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uh! Quando si pensa troppo al passato, con nostalgia, significa che gli anni avanzano&#8230;</p>
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