Il bar delle grandi speranze

25 09 2009

J.R. Moehringer

More about Il bar delle grandi speranzeEra da un po’ che ci facevo il filo, a questo libro. Perché avevo bisogno di un po’ di tradizione, di un libro che raccontasse una storia, senza troppe storie. E la quarta di copertina prometteva un “formidabile racconto di una storia vera”. Non so mai se fidarmi delle quarte di copertine, e non so se questa sia una storia vera, ma si da’ il caso che la sembri. Non so se in effetti J.R. sia cresciuto al Publicans, non so se lo zio Charlie esista, non so se effettivamente Sidney fosse così bella, ma in fondo cosa importa? J.R. è cresciuto al Publicans, lo zio Charlie è sempre dietro al bancone, e sì, in effetti Sidney non può essere altro che bellissima.

E poi, scusate, con un incipit così:

Ci andavamo per ogni nostro bisogno. Quando avevamo sete, naturalmente, e fame, e quand’eravamo stanchi morti. Ci andavamo se eravamo felici, per festeggiare, e quand’eravamo tristi, per tenere il broncio. Ci andavamo dopo i matrimoni e i funerali, a prendere qualcosa per calmarci i nervi, e appena prima, per farci coraggio. Ci andavamo quando non sapevamo di cos’avevamo bisogno, nella speranza che qualcuno ce lo dicesse. Ci andavamo in cerca d’amore, o di sesso, o di guai, o di qualcuno che era sparito, perché prima o poi capitava lì. Ci andavamo soprattutto quando avevamo bisogno di essere ritrovati.


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