Primo tentativo di fare qualcosa di concreto per consolare una coccinella emiliana, golosa, neo-vegetariana e soprattutto esportata in un paese in cui esiste la pizza alla carbonara, e l’alternativa vegetariana alla carne è il pesce.
Le tagliatelle di Nonna Ida. Che nella mia testa hanno il sapore del sole che passa attraverso un enorme disco di pasta gialla. Spiego. È mattina presto, e scendo le scale per andare a fare colazione. Latte caldo, rigorosamente passato al colino perché sono schizzinosa e la pellicina non mi piace. E biscotti, di quelli comprati al mercato. Che sono di due forme diverse, e chissà com’è che uno (quello rettangolare, per la cronaca) è più buono dell’altro. In un angolo del tavolo c’è una tovaglia piegata in quattro, apparecchiata solo per me. Mentre mangio, la nonna (Ida, per l’appunto) tira la sfoglia. Con un mattarello che a me sembra infinito, e un’abilità che solo le nonne. Quel che ne viene fuori è un enorme disco perfettamente rotondo, ruvido quanto basta a trattenere il ragù. La nonna ascolta il giornaleradio, e quando decide che il disco è grande abbastanza lo arrotola e lo taglia a striscioline tutte uguali, con una velocità e una precisione che solo le nonne (e le maestre delle elementari quando tagliano le figure in un foglio – mi ha sempre fatto impazzire, questa cosa delle maestre che riescono a seguire una riga dritta senza sbagliare – comunque).
E forse è per questo che poi non c’è da stupirsi se quando mi ci metto io, uova e farina (sì nonna ma quanta farina? … come quanta? quella che ci vuole, no?!), un po’ di sale (idem come sopra, inutile dirlo), e la macchina per la pasta ancorata in un angolo del tavolo, l’effetto è molto meno suggestivo.
Ma le tagliatelle alla fine erano buone.
Funghi saltati in padella e panna fresca, per la cronaca.
e se volete controllare coi vostri occhi il risultato, cliccate qui :)
Senza offesa, ma tu di biscotti non ci hai mai capito niente. I più buoni erano certamente quelli tondi; della dimensione giusta, oltretutto, per riempire pienamente la bocca senza creare soffocamenti involontari.
Ecco, lo vedi perché siamo sopravvissuti a tante estati insieme? Perché io mi ingozzavo di rettangoli, e tu di tondi. Se no, sai le liti?!
Lo stesso si potrebbe dire per le polpette e il loro sugo. Ero il massimo sostenitore della “giusta proporzione” tra polpette e sugo… (tre polpette per ogni cucchiaio di sugo)
Beh, giusta proporzione può anche voler dire che tu ti prendi tutte le polpette e io tutto il sugo. Piuttosto, ora che non ci sono io come fai?! Avrai troppo sugo…!
Dunque, quanta farina? E quanto sale??
I misteri delle nonne… :)
anche la mia mamma taglia drittissimo. è sarta.
ps: ho fame di tagliatelle
lo prendo come un auto invito a cena :)
e no mia cara! se mi autoinvito è per la pizza. le tagliatelle aspetteranno e comunque non disdegno quelle fresche del pingo doce. pizza, pizza, pizza!