Ogni tanto, mi viene voglia di accoccolarmi su un divano con una tazza di thè bollente, il rumore del vento di sottofondo e un buon libro tra le mani. Magari al tramonto, con una luce giallo-calda sul tavolino accanto.
Ogni tanto vorrei vivere nel finto mondo di Friends solo per potermi rifugiare al Central Perk.
Osvaldo Soriano una volta ha scritto: “Per qualche strano motivo certe parole, per quanto possano sembrare semplici, si dispongono in un determinato ordine soltanto una volta”. Qualche volta, quando leggi un libro, non riesci a non tornare sui tuoi passi, per rileggere l’ultima frase. Una volta, e un’altra ancora. Perché c’è qualcosa in quelle parole che ti lascia a bocca aperta, e nemmeno sai perché. Ecco, queste sono quelle volte…
Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. (Fabio Volo)
Quando vuole realizzare qualcosa, la vita realizza messinscene impeccabili. (Alessandro Baricco)
Intuì che scrivere una cosa significa possederla – illusione verso cui inclina una non insignificante parte di umanità. (Alessandro Baricco)
Perché è così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva. (Alessandro Baricco)
Alla fine c’è poi sempre un mare dove sfociare, per qualsiasi fiume. (Alessandro Baricco)
Davvero ci sono momenti in cui l’onnipresente e logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci di una libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell’infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. (Alessandro Baricco)
La cura delle cure non esiste. La sola cosa da fare è vivere il più coscientemente, il più naturalmente possibile. Vivere in maniera semplice, mangiando poco e pulito, respirando bene, riducendo i propri bisogni, limitando al massimo i consumi e controllando i propri desideri. […] Purtroppo stiamo tutti diventando più ricchi e con ciò più stupidi e meno sani. (Tiziano Terzani)
Affascinato, come sono sempre stato, dalla ricca certezza del passato, e confuso dall’incertezza del futuro con le sue troppe possibilità, avevo preso il presente solo come materiale di cui godere una volta che fosse diventato passato. E così, il presente m’era sempre sfuggito. (Tiziano Terzani)
La metropolitana è molto più veloce ed efficiente, ma è una metropolitana: soffocante, senza l’odore della natura e senza la vista sul mondo, uno dei mille esempi di come l’uomo si immiserisce la vita pensando di migliorarsela. (Tiziano Terzani)
Forse l’angelo ha esattamente la stessa capacità di comprensione di un uomo, sufficiente cioè a cogliere determinati concetti sull’universo, dove lui, in netto contrasto con gli esseri umani, resterà per l’eternità. E’ questa la differenza fondamentale, solo questa. Da tale punto di vista, l’angelo ha una conoscenza adeguata, proporzionata al suo status cosmico. Io invece so troppo, se consideri che mi trovo qui soltanto per una visita lampo. (Jostein Gaarder)
Ci vogliono miliardi di anni per creare un essere umano, e basta qualche secondo per morire. (Jostein Gaarder)
Sì, all’improvviso mi fu chiaro: la maggior parte della gente si inganna con una duplice fede errata: crede nella memoria eterna (delle persone, delle cose, delle azioni, dei popoli) e nella riparabilità (di azioni, errori, peccati, ingiustizie). Sono entrambe fedi false. In realtà avviene proprio il contrario: ogni cosa sarà dimenticata e a nulla sarà posto rimedio. (Milan Kundera)
A volte il guerriero della luce si comporta come l’acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra. In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne. In questo consiste la forza dell’acqua. Non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie. L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza degli altri fiumi che incontra. E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale. (Paulo Coelho)
La vecchia casa sulla collina portava il ripido tetto a due spioventi calcato sulle orecchie come un cappello. (Arundhati Roy)
Il modo in cui il suo corpo esisteva solo dove lui la toccava. (Arundhati Roy)
Stavano con lui per ore, accasciati per terra – punti interrogativi accoccolati in una pozza di trucioli di legno – e si chiedevano come mai Velutha sembrava sempre sapere quali forme levigate lo aspettassero all’interno di un pezzo di legno. (Arundhati Roy)
Una volta arrivato, il silenzio mise radici in lui e cominciò a diffondersi. Gli uscì dalla testa e lo avvolse tra le sue braccia melmose. Lo cullò al ritmo di un battito amico, fetale. Allungò le ventose dei suoi tentacoli furtivi centimetro dopo centimetro dentro il suo cranio, ripulendo come un aspirapolvere le vallette e le colline della memoria, sloggiando vecchie frasi, scotendole via dalla punta della lingua. Spogliò i pensieri delle parole necessarie a descriverli, lasciandoli nudi e spellati. Indicibili. Intorpiditi. E quindi, agli occhi di un osservatore esterno, quasi assenti. (Arundhati Roy)
I like it when it rains hard. It sounds like white noise everywhere, which is like silente but not empty. (Mark Haddon)
But feelings are just having a picture on the screen in your head of what is going to happen tomorrow or next year, or what might have happened instead of what did happen, and if it is a happy picture they smile and if it is a sad picture they cry. (Mark Haddon)
Il domani potrà albeggiare solo con una certa dose di delirio e di follia. (Subcomandante Marcos)
Il vecchio Antonio se ne va. Io rimango ad aspettare. Ad aspettare come di solito si aspettano il mare e il grano, ossia sapendo che arriveranno, perché non se ne sono mai andati davvero. (Subcomandante Marcos)
Di certo esistono almeno due cose al di sopra di ogni frontiera. Una è il crimine che, travestito da modernità, distribuisce la miseria su scala mondiale; l’altra è la speranza che la vergogna esista solo quando sbagliamo un passo di danza e non ogni volta che ci guardiamo allo specchio. Per porre fine al primo e far fiorire la seconda bisogna solo lottare ed essere migliore. Il resto viene da sé, e di solito è quello che va a riempire le biblioteche e i musei. (Subcomandante Marcos)
Pioveva forte. Il mare si godeva tranquillo la stanchezza regalata dall’amore… Sembrava che ci fosse silenzio, ma la pioggia rompeva tutti gli angoli della notte e non ne lasciava interno neanche un pezzetto. (Subcomandante Marcos)
Vuole convincermi che la sensazione che noi tutti abbiamo di procedere in linea retta verso il futuro, di procedere in linea retta come fosse una strada che conduce da qualche parte, sia solo una illusione della mente. Vuole farmi credere che certi eventi sono già compiuti e che noi li interpretiamo come se recitassimo un dramma. A riprova della sua astrusa teoria mi porta l’esempio di certi sogni retroattivi, di quei sogni cioè che si manifestano in seguito ad un fatto esterno, sogni a volte molto lunghi e complessi che terminano in perfetta coincidenza con la causa del risveglio… Non è significativo che la fine della vita coincida proprio con la morte? Non può essere che la vita sia solo un sogno determinato da un fatto che si è già verificato? (Paolo Maurensig)
E’ il peggior dolore che si possa provare nella vita, amare qualcuno e non riuscire a viverci insieme. (Sandor Màrai)
A volte provo una gran pena nel contemplare gli esseri umani: corrono in modo sfrenato, si affannano inutilmente… non sanno che a volte per vivere sereni basta avere semplicemente un po’ di pazienza, perché l’armonia che cercano tanto affannosamente – e alla quale, con un termine piuttosto vago, danno il nome di felicità – deriva da pochi e semplici accorgimenti. (Sandor Màrai)
Ad esempio, come ridevi tu, amore mio, con quella risata libera e dolcissima, con gli occhi e la bocca sorridenti… (Sandor Màrai)
Tutte le persone, tutti gli eventi della tua vita sono lì perché tu li hai portati lì. Sta a te decidere cosa fare con essi. (Richard Bach)
Non ti viene mai concesso un desiderio senza che ti venga concesso anche il potere di realizzarlo. Tuttavia, potrai dover faticare per questo. (Richard Bach)
Vedendolo mi sono detto che perfino un uomo felice perde l’equilibrio quando si avvicina al mio mondo. (Osvaldo Soriano)
Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. (Epicuro)
La cosa più bella che puoi fare per i tuoi figli è riempirli di ricordi. (Enzo Biagi)
Scegliere il dubbio come filosofia di vita equivale ad eleggere l’immobilità a proprio mezzo di trasporto. (Yann Martel)
Ciò che ricorda con assoluta chiarezza è di essere seduto su un treno diretto a Madrid, a provare il tipo di felicità che immaginava potessero sentire gli spiriti, liberati dai loro corpi terreni ma ancora in possesso della parte essenziale di sé. (Michael Cunningham)
I piedi bene dentro la propria terra e la testa tra le nuvole, magari fino a sfiorare la luna. (Giuseppe Pederiali)
Noi intendiamo la morte in maniera astratta: è un fine, moriamo tutti. Ma vedere la morte come una vita che si trascina eternamente nell’esaurimento totale delle ultime forze fisiche, ecco che la morte è qualcosa di ben più spaventoso. C’è di peggio della morte: il dissolversi della vita mentre si è sempre in vita. Quando quest’uomo, un uomo comune come voi e me, non ha più nulla di umano. (Andrej Siniavskij)
La vita è trascorsa invano se la si guarda come somma di singoli giorni che non come funzione della morte con tutte le sue variabili. (Sergej Bolmat)
I pessimisti sanno che saranno sconfitti, così come lo sanno gli ottimisti. La differenza è che i pessimisti cominciano a soffrire prima. (Paco Ignacio Taibo II)
Perché l’innamorato non è cosciente del suo stato, finché esso non penetra nottetempo e gli accarezza il cuore, e lui si sveglia di soprassalto, come se l’innamoramento fosse una nuova forma di dominio… Ormai non riesce più a riaddormentarsi ed è costretto felice ad alzarsi dal letto, senza riuscire ancora a credere che sia successo proprio a lui; in preda a un greve stordimento, si trascina agitato per le stanze buie della casa, cercando di capire cos’è che gli ha spezzato il sonno. (Abraham B. Yehoshua)
La vita non è quella che si è vissuta ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. (Gabriel Garcìa Marquez)
L’efficienza è modernità. Sarebbe tempo di disamorarsi del calore umano della disorganizzazione, dell’arte di arrangiarsi, del casino sulle scrivanie in cui si presume più facile trovare ciò che si cera. Non è così. [...] L’efficienza è tempo che si risparmia. E il tempo è vita. (Gabriele Romagnoli)
E se dobbiamo dare amore per sentimentalismo, è indifferente se lo riserviamo alle piccole sembianze del calamaio o alla grande indifferenza delle stelle. (Fernando Pessoa)
Ma che cosa è per me quest’uomo, oltre all’ostacolo occasionale di essere padrone delle mie ore, nello spazio diurno della mia vita? (Fernando Pessoa)
Oppure sarò ricoverato in un ospizio per poveri, pago della mia completa sconfitta e confuso fra quei relitti umani che pensavano di essere geniali e invece erano solo mendicanti carichi di sogni. (Fernando Pessoa)
Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. [...] Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà. fra i sogni di chi non ha saputo completarmi. [...] E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell’abisso. (Fernando Pessoa)
L’identità è solo nella nostra anima (l’identità sentita con se stessa, anche se falsa), attraverso la quale tutto si somiglia e si semplifica. Il mondo è cose staccate e spigoli distinti; ma se siamo miopi, esso è una nebbia insufficiente e continua. (Fernando Pessoa)




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“Così siamo morti insieme – e fino a quando non morirò, insieme vivremo” (Alessandro Baricco, “Emmaus”)