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Cartolina da Cervia

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libri

“Cattiva”

★★☆☆☆
Finalmente qualcuno che scrive le cose come stanno, a proposito di questa storia dei figli. Bellissimo sapere di non essere sola, con le lacrime automatiche e la voglia di scappare, ma poi non so, sembra manchi qualcosa.

pensieri

Di identità, culture e case

(pensieri buttati giù un po’ alla rinfusa dopo aver letto un post di Concita de Gregorio)

Fino a poco tempo fa il mio mantra era “mai sia, che i miei figli non studino Manzoni!”. Poi ho cominciato ad osservarli un po’, questi miei figli, il grande che tifa Belgio ai mondiali ma che ora è in spiaggia in Romagna, il piccolo che canta le canzoni in francese e dice byebye per salutare gli amichetti stranieri all’asilo. E mi dico che, forse, basta solo allargare l’orizzonte. Loro sono un po’ italiani, e un po’ belgi. Sono Europei, e dell’Europa prendono un po’ quello che vogliono. Leggeranno Manzoni, a scuola o a casa, sapranno anche chi è Baudolino, probabilmente. Decideranno loro se sentirsi più italiani o più belgi (o forse “expat a Bruxelles”, che è ancora un’altra cosa). Considereranno normale la diversità e la complessità, creeranno una nuova identità e un posto che loro possano chiamare casa.

Che poi, a pensarci bene, è la stessa storia che ho vissuto io. Io che sono un po’ emiliana e un po’ salentina, che capisco il dialetto della bassa e ho nostalgia dei pasticciotti, ma che in fondo, se me lo chiedi, sono italiana.