“Un soldato semplice” (G. Babini)

un-soldato-semplice★★★★☆

Finalmente un libro che ti scorre tra le dita. Dopo qualche settimana “arenata” su libri che prendevo in mano e abbandonavo dopo poche pagine, mi sono imbattuta in questo breve romanzo che racconta la storia (vera) di un soldato durante la seconda guerra mondiale. Una storia apparentemente ai margini della storia: senza grandi nomi, eroi o imprese “da libro di storia” – eppure è la storia che più ci riguarda, noi eredi di quei giovani che a vent’anni son partiti per il fronte. Un omaggio ad un ragazzo non più coraggioso di altri, non più eroico – ma umano come molti suoi compagni di sventura, con tutte le paure e i dubbi che può avere un ragazzo impigliato tra gli ingranaggi di una storia che non riesce nemmeno a comprendere a fondo. Una storia da raccontare – con il vantaggio di essere pure raccontata bene. Peccato solo essere arrivata alla fine in una sola notte di lettura…

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Nove mesi senza Facebook.
Nove mesi senza inutile spam.
E soprattutto nove mesi di disintossicazione da “condivisione compulsiva”.
Nel frattempo, ho fatto pulizia – sia qui dentro al computer che nella mia vita: la libreria si è alleggerita, i diari sono stati riordinati e archiviati, i mille tentativi di agenda (in genere ne compro una a gennaio, per poi pentirmi e aggiustare il tiro, regolarmente, a pasqua e a settembre) abbandonati in favore dell’ovvio (esiste solo Moleskine – tanto vale accettare e andare avanti).
Ora, in previsione dei mesi di “noia” a casa con il nuovo pupo in arrivo, proviamo a riaffacciarci al mondo virtuale, più consapevole e attenta a quello che non voglio.

Non voglio.
Perdere ore a guardare le foto dell’albero di Natale degli amici d’infanzia.
Accendere Facebook come prima azione semicosciente del mattino.
Arrabbiarmi per l’esistenza degli analfabeti funzionali, e incaponirmi nella missione di redimerli con pallosissimi commenti saccenti.
Alimentare o anche solo subire passivamente pettegolezzi e inutili informazioni sulla vita della fioraia della vicina di casa del cugino del mio amico dell’asilo.
Ricadere nella condivisione compulsiva di foto, articoli, immagini che non siano di qualche interesse per il mondo – consapevole che il mondo non ricambierà questo favore, e quindi mi ritroverò a odiare Facebook, di nuovo, fra qualche settimana.

Ma in questi mesi ho anche perso di vista alcuni amici, che usano Facebook più di qualunque altro mezzo di comunicazione esistente. E forse non ne vale la pena.

“La Pensione Eva” (A. Camilleri)

la-pensione-di-eva★★★☆☆

Mio primo esperimento “Camilleri senza Montalbano”: una lettura veloce, da rilassante domenica pomeriggio sul divano. Rassicurante l’uso del “vigatese” e l’atmosfera che si respira, che ricorda in tutto e per tutto quella del Camilleri (a me) più noto. Nonostante tutto, però, continuo a preferire Montalbano, le sue indagini e gli intrecci che si dipanano pagina dopo pagina, piuttosto che questo spaccato di vita tutto sommato senza trama e senza personaggi profondi e significativi. E’ come lo schizzo a matita di un grande pittore paesaggista: riconosci la mano, intuisci i colori che avrebbe usato e le sfumature che avrebbe potuto creare – ma schizzo a matita rimane.

“Gli Scorta” (L. Gaudé)

gli scorta★★★☆☆

Un affresco di un piccolo paese della Puglia del secolo scorso, ma anche la storia di una disgraziata famiglia e del suo rapporto con i compaesani. Il tentativo di rendere omaggio ad una terra piena di tradizioni, ricordi e storie da raccontare – con alcuni dei limiti degli omaggi: il linguaggio troppo aulico, la voglia di raccontare troppo e la conseguente “corsa” verso la fine, e la generale scarsa potenza delle descrizioni ne fanno un romanzo piacevole ma non “fondamentale”, e di certo non all’altezza della sua fama. Ma c’è anche da dire che vale la pena leggerlo anche solo per quella magistrale scena del pranzo sul trabucco…

“Zebra e altri racconti” (C. Potok)

zebra★★☆☆☆

Una raccolta di racconti che hanno come protagonisti degli adolescenti e i loro problemi più o meno esistenziali. Un inno alla speranza – perché alla fine c’è sempre un amico, un genitore, un qualcosa che si trasforma in ancora di salvataggio e rimette a posto le cose (o, quanto meno, le rende sopportabili). Una lettura piacevole tra un libro più “impegnato” e un altro – ma niente a che vedere con altri lavori di Potok (vedi alla voce “Danny l’eletto“, uno dei libri più belli letti quest’anno). Non mi è sembrato illuminante, né particolarmente brillante – insomma un po’ una delusione…

“7-7-2007” (A. Manzini)

7 7 2007★★★☆☆

L’estate è tempo di gialli, almeno a casa mia. Quest’anno, oltre al “solito” Montalbano, non poteva mancare Rocco Schiavone. Un lungo flashback che racconta i retroscena della vita del vicequestore romano trasferito (o meglio, esiliato) ad Aosta per non meglio precisati motivi. Un avvincente, a tratti commovente, spesso ironico racconto che ripercorre la vita romana di Rocco, i suoi vizi e ciò che ha portato alla perdita della sua Marina e alla partenza per Aosta. In tutto questo, ovviamente, un giallo, due omicidi, una falsa pista, un insospettabile sospetto – insomma una ricetta gustosa perfetta per l’ombrellone vista mare. Ora non rimane che aspettare l’autunno, che pare che ce lo ritroveremo anche in tivvù.

“La simmetria dei desideri” (E. Nevo)

la simmetria dei desideri★★★★☆

Ci sono quattro amici che vivono in Israele. Ci sono gli attacchi terroristici, l’intifada e i posti di blocco. Ci sono i mondiali di calcio, che evitano che “il tempo diventi un blocco unico, e ogni quattro anni ci si può fermare a vedere cosa è cambiato”. Ci sono quattro vite che in questi quattro anni cambiano, inseguendo desideri e intrecciandosi in trame impreviste. Che poi, forse, in fondo, in realtà è così che doveva andare.