realizzare un pensiero in due…

Questa sera sono triste. La coccinella felice, evidentemente, è lì con il naso appiccicato al forno, a controllare che le patate non si brucino. Ho messo su un vecchio disco degli Equ, che non lo ascoltavo da tempo. Tecnicamente, dovrei dire che ho messo su un vecchio disco degli Eku28, tanto per farvi capire quanto tempo è passato. Ad ogni modo, a me le canzoni vecchie fanno questo effetto, mi mettono malinconia. Senza voler per forza arrivare alle lacrime, che ci riesce solol Nick Cave con The Weeping Song, mi mettono addosso quel qualcosa che ti farebbe venir voglia di accoccolarti sul divano con il vaso della nutella accanto. Ecco. Stasera sono così. Eppure dovrei essere felice, perché finalmente mi hanno scritto da Ispra, e ora ho una casa. Oppure, è proprio questo che mi intristisce. L’idea di avere una casa io, da sola. Ormai sono quasi dieci anni che vivo fuori di casa, e ho abitato con amici, sconosciuti, parenti, amanti… e ora che avrò la mia prima casa da sola mi sento terribilmente triste. La sera mi intristisce, l’idea di andare a letto, in silenzio, in una casa vuota mi intristisce. Domattina probabilmente, come tutti i domattina, andrà meglio, e sarò felice e tutto il resto, ma stasera va così. Cucino patate al forno per qualcuno, e penso a quando le farò solo per me. Che non è proprio come essere soli, questo c’è da capirlo bene: non sarò sola, sarò lontana. C’è una bella differenza, ma la notte spesso non ci fa caso, e ti mette in testa strane idee. Stanotte, non lo so ma non mi piace l’idea di essere lontana.

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6 pensieri su “realizzare un pensiero in due…

  1. bardo ha detto:

    Ecco, tanta invidia da parte del sottoscritto, che finché non si decide a laurearsi o (bestemmia!) a lasciare l’uni di qui non si può proprio muovere. Voglio il nord Europa, le Americhe, voglio l’Oceania! Buona fortuna a te, ti auguro di trovare quello che io vado cercando ma non posso inseguire. Se così sarà, ne sarà valsa la pena, te l’assicuro.

  2. panirlipe ha detto:

    “non sarò sola, sarò lontana”. Molto sottile…
    Però la lontananza fisica spesso non significa nulla. Anzi, a volte ci si sente più vicini stando lontani.
    Certo che andare a letto in una casa vuota, in silenzio…brr…

  3. Giorgia ha detto:

    Oggi è domattina, e ovviamente va meglio. So che va meglio perché conosco questa sensazione, perché anche prima di partire per Parigi stavo così, e poi è andato tutto bene. Credo che in realtà sia peggio l’idea di dover partire del trovarsi poi in un luogo sconosciuto. Una volta arrivati, ci sono mille cose da fare, e poi forse è meglio partire che rimanere ad aspettare. Ma in fondo è bello anche avere paura della lontananza, perché vuol dire che c’è qualcosa anche qui, da perdere. L’unica volta in cui sono partita a cuor leggero non avevo niente da lasciare. Vedremo come andrà, la prima notte di solitudine in una casa senza suoni. Dovrò comprarmi un po’ di dvd e di libri…

  4. Giorgia ha detto:

    Postilla. Grazie, bardo. Anche se sul “non posso inseguire” non sarei così drastico… Se non ricordo male (ma forse l’occasione in cui siamo incontrati distorce un po’ la percezione) non stai niente male con uno zaino in spalla. Partirai, prima o poi, e i viaggi virtuali diventeranno reali. E ne varrà la pena. Ne vale sempre la pena…

  5. Margarita ha detto:

    Anch’io conosco la sensazione, ed ero certa che “domattina” sarebbe andata meglio. Io ho provato questa sensazione prima di partire per Mosca, e mi immaginavo lunghe serate fatte di libri, film e nella migliore delle ipotesi internet… e poi invece mi sono trovata lontana solo fisicamente, tanti pezzettini del mio mosaico di relazioni hanno trovato un posto. E non sono stata sola, per ritagliarmi qualche momento di sana solitudine, quella che serve per metabolizzare gli eventi, ho dovuto faticare parecchio. Io spero in una casetta per me a breve… ma quando penso alle nostre notti a base di risiko, pizza e cabaret un po’ di nostalgia torna sempre. Ti abbraccio forte

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