quando non sai cos’è, allora è jazz

Ormai è diventato quasi un appuntamento fisso. Giovedì sera, dopo una serie infinita di mail ai colleghi, dopo yoga e una doccia rigenerante, si va tutti al Tournée a Cerro. Nonostante ormai faccia freddo e sia sempre più difficile trovare un angolino in cui sgranocchiare una pizza senza essere tra i piedi. Povero Claudio. Ma comunque. La settimana scorsa alla fine eravamo una dozzina o giù di lì. Mangiavamo la pizza e intanto cercavamo di capire che genere di musica avrebbe accompagnato l’ultima birra della serata. Dopo che la settimana precedente ci eravamo cimentati in un vero e proprio corso di “storia della musica leggera italiana per stranieri”, docenti Raffaella Carrà e Lorella Cuccarini, non sapevo proprio cosa aspettarmi. Ma mai avrei pensato di ascoltare un gruppo così. Mancava solo Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento seduto in un angolo. A dire il vero, mancava anche un bel libro e una poltroncina, accanto a Danny, ma poi gli altri amici si sarebbero ingelositi. Musica di quella che piace a me, che te la lasci scivolare addosso e ti sembra che il mondo non sia poi tanto male, per una sera. Flavio Piantoni Trio. Flavio Piantoni, appunto, e accanto a lui Gianluca Silvestri e Ruggero Pazzaglia. Questo l’ho scoperto solo il giorno dopo, a dire il vero. Sul loro sito c’è scritto che fanno Jazz/Fusion. Sul mio, che fanno venire i brividi giù per la schiena.

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7 pensieri su “quando non sai cos’è, allora è jazz

  1. Marcillotta's ha detto:

    aaaah wow Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento!!
    meraviglia!!
    il libro era bellissimo, ricordo che l’avevo letto quasi tutto di fila
    il film un po’ pesante, ma le musiche straordinarie!

  2. Giorgia ha detto:

    Già, veramente splendido. Anche se io sono ormai sposata con Plasson, perché come Oceano Mare proprio non ce n’è.. O meglio, ci sono le traduzioni, ma ci stiamo attrezzando anche per quello. Nel frattempo, ho fatto un giro qua intorno, e ho trovato questo: http://it.youtube.com/watch?v=tXVqMxHO78c. A proposito di Oceano Mare. Ne parlavo per caso, ci sono arrivata da lontano, dal Virginian più o meno. Ma ho trovato questo, e tanto basta.

  3. Giorgia ha detto:

    Probabilmente il prossimo libro sarà meno “jazz”.. che so, una cosa heavy metal?? Bisognerebbe sapere se alla fine le musiche del film gli sono piaciute oppure no.. non dev’essere il massimo scrivere una cosa, crearsene un’immagine nella testa, e poi vedere tutto stravolto da un tale che passa per caso, nemmeno se si chiama Ennio.

  4. bardo ha detto:

    Ci avevo pensato anch’io… in realtà il tutto, copione e film, non è incentrato sul jazz, ma su questa musica che Novecento suona (che è «come dieci jazz messi insieme», secondo me non tanto come stilema musicale quanto a livello di complessità, creatività e bellezza). Ho letto da qualche parte che a Baricco, diplomato in pianoforte classico, il jazz piace come concetto (la questione dell’improvvisazione) più che come genere musicale.
    E la musica descritta in un libro sta lì per essere immaginata, altrimenti sarebbe inchiostrata su pentagramma. È risaputo che Baricco non apprezzi moltissimo la resa cinematografica di Novecento, anche se come suo solito non ha commentato aspetti specifici, si è limitato a dire che la rispetta, anche perché quello non è Baricco, è Tornatore.

    Per quanto riguarda il lavoro del caro vecchio e sempre dal sottoscritto stimatissimo Ennio, mi tocca purtroppo fare la parte dell’eretico e dire che personalmente la trovo tra le meno incisive e più anonime che ha scritto. A mio parere ha scritto cento volte meglio per molti altri film.

    E qui chiudo il commento saccente =)

  5. j ha detto:

    …eppure penso che il commento di Tornatore e Morricone (e tim roth e tutti gli altri), non abbiano che migliorato il testo di Baricco.
    le interpretazioni che Morricone fa della musica di “Jelly Roll” Morton sono a mio avviso eccezionali; inoltre la capacità di rendere quella musica “inimmaginabile” di un Novecento a sei mani rende esattamente l’idea di una “leggenda” fuori dal tempo e dallo spazio. Mi permetto quindi di dissentire, da ignorante della musica quale sono, ma credo che in questo film venga suonata la musica “in quanto musica”, e non in quanto “colonna sonora”. E morricone, come sempre, riesce al meglio. Certamente delle oltre 300 colonne sonore che ha fatto ce ne sono di migliori.
    E chiudo anch’io, con saccenza… ;)

    Scherzi a parte, ora esce il primo film scritto e diretto da Baricco “Lezione 21”.
    Vediamo cosa ci dimostrerà! Secondo la mia personalissima opinione “farà la fine del topo”, sarà un’oscenità… ma l’ottimismo non manca! Staremo a vedere.

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