lezione ventuno

Venerdì scorso sono andata a fare aperitivo a Milano, come ogni persona di mondo che si rispetti. Ho preso la mia macchina, Lampugnano, Metropolitana, Cadorna, centro. Poi, a sorpresa, mi sono ritrovata a scendere le scale di un piccolissimo cinema, proprio dietro al Duomo, e mi sono seduta in una comoda poltrona gialla, in una piccola sala semicircolare. Una volta tanto, ho messo da parte il mio profondo fastidio per il cinema, e me ne sono stata un’ora e mezza seduta lì. Con il ginocchio che mi faceva male ma chi se ne frega. La ragione di tutto questo è Baricco. E il suo primo film. Mica come Seta, o La leggenda del pianista sull’oceano, che erano suoi per metà. Questo è un film. Mica un libro a cui hanno appiccicato suoni e colori. Me ne sono stata lì, un’ora e mezzo, a guardare. E non vi dirò niente così vi tocca andarlo a vedere. E’ un po’ come i suoi libri, o ti piacciono da impazzire o non li sopporti. A me, in genere, piacciono da impazzire. Ma quelli che non sopporto, non li sopporto davvero. Deve essere fatto così, quell’uomo. Senza mezze misure. Il film una mezza misura, invece, ce l’ha. Perchè mi ha lasciato un po’ così, perché ricorda un po’ troppo Canone Inverso e un altro film che non ricordo, perché quella cosa delle luci psichedeliche, Alessà, potevi risparmiartela. Ma questo è un problema mio con le luci psichedeliche, mica potevi saperlo. E soprattutto perché appena uscita di lì ho pensato che avrei voluto leggere il libro. Sarà l’abitudine, ma quelle cose lì, dette da uno come Baricco, mi viene voglia di vederle scritte su un pezzo di carta bianco sporco. Mi viene voglia di leggerle la sera, prima di addormentarmi. Mi viene voglia del silenzio, intorno. Pazienza. In fondo è un film, mica si può pretendere.

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2 pensieri su “lezione ventuno

  1. Giorgia ha detto:

    Io son dell’idea che a Baricco una chance gliela devo, sempre. Ad esempio, a me non è proprio piaciuto Senza Sangue, sarà che sono io che proprio non l’ho capito, e poi, quando sembrava che fosse un capitolo chiuso delle mie serate a lume di abat-jour, se n’è uscito con un altro paio di cosucce da togliere il fiato. Quindi, anche se non amo il cinema e sono tuttora convinta che sia uno scrittore e non un regista, bisognava andare. Perché ci sono un paio di scene che valgono tutto il film, poche storie.
    E, comunque, di luci psichedeliche ce n’è solo una, per qualche piccolo secondo. Non è un fastidio in sé, è che proprio stona.. Fammi sapere :)

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