“che ne è stato di te, buzz aldrin?” (j. harstad)

Che ne e stato di te buzz aldrin.jpg★★★★☆

Qualche tempo fa sono stata a Como, e in una libreria del centro ho trovato questo libro. Era insieme ad altri, allineati su uno scaffale, tutti accompagnati da più o meno minuziose recensioni scritte penso, e spero, dalle commesse. Il cartellino accanto ad Harstad diceva solo: “con un incipit così.. wow!”. Capite bene che io, reduce da Firmino e dai suoi discorsi sugli incipit, non potevo certo tirarmi indietro. E la cosa strana è che mi sono divorata un libro fatto di nomi impronunciabili, e non so perché. Arrivata alla fine mi sono chiesta dove fosse il trucco, e non l’ho trovato. Forse il modo in cui è scritto. Forse il fatto che ha il colore di mondi che io non conosco. Forse il fatto che è fatto apposta per leggerlo aspettando l’autobus, in una fredda mattina di gennaio. Forse il fatto che ti tiene lì incollato, e nemmeno sai il perché.

Ah, già, l’incipit: “La persona che ami è fatta per il 72,8% di acqua e non piove da settimane”.

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