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“l’amore a londra e in altri luoghi” (f. soriga)

L amore a londra e in altri luoghi.jpg★★★☆☆

Il problema delle raccolte di racconti inizia quando ti rendi conto che non tutti i racconti ti piacciono in modo uguale. Voglio dire, se un romanzo non ti piace, è facile: lo chiudi e lo metti in un angolo. Ma se di una raccolta ti piace solo qualche racconto, che ne fai del libro? Fisicamente, dico. Mica puoi smembrarlo e tenere solo le parti buone. Non puoi dire che ti è piaciuto, ma non puoi nemmeno dire che non ti è piaciuto. “L’amore a Londra e in altri luoghi” ha il difetto di iniziare con un lungo racconto che mi ricorda “L’isola di Arturo”, ma che sta alla Morante come Brizzi sta a Salinger. Un racconto che si dilunga come un pomeriggio d’agosto in Sud Italia, e che finisce più o meno allo stesso modo, cioè in un niente di fatto. Poi migliora, con il tramonto e l’arrivo dell’ora dell’aperitivo, e ci sono anche delle belle immagini, degli abbozzi di sogno che varrebbe la pena vivere, ma ci sono arrivata che ero già un po’ stanca.

Io leggo sempre con una matita in mano. Quando leggo una frase che mi piace, per qualsiasi motivo, anche solo per il suono che hanno le parole, ci metto una freccina accanto:  “Cercavo un futuro da augurarmi.” e “E ho pensato che il futuro ci ruba troppo tempo a pensarlo e non è giusto.

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4 thoughts on ““l’amore a londra e in altri luoghi” (f. soriga)”

  1. non avevo mai pensato alla penna, alla frecciettina
    in effetti è lasciare un segno a quello che ci ha colpito
    e magari ogni tanto rileggerle…
    non ho letto questo libro, leggendo la tua recensione non so
    se lo leggero..

  2. E’ questo il brutto delle recensioni. Creano delle aspettative. Che poi in effetti è anche il loro bello. Non so, a me leggendo una recensione in genere viene voglia di leggerlo, un libro, fosse anche solo per fare una controrecensione e dimostrare che non era vero niente. Anche perché a volte è tutta una questione di momenti. Per dirne una, io Il maestro e Margherita proprio non riesco a leggerlo. Arrivo a pagina 20 e mi blocco. Poi magari fra dieci anni lo riprendo in mano e dico che è il libro più bello mai scritto. E’ per questo che i blog mettono le date, credo. Comunque, nemmeno io so se lo rileggerò, fra dieci anni, Soriga. Nel caso, vi faccio sapere come va.

  3. io mi riprometto sempre di leggere con la matita. A volte mi viene bene, altre volte meno. Mio padre sottolinea tutto, anche gli articoli di giornale e in questo lo invidio. Io sto ancora imparando.

  4. Grazie della recensione. Mi ero persa questo libro di Soriga, e ora sono curiosa di leggerlo. Non amo molto le raccolte di racconti, ma “I Diavoli di Nuraiò”, di Soriga, proprio li consiglierei. Spero che passi sul tuo comodino, anche se io di solito a un autore difficilmente riesco a dare una seconda possibilità, se con la prima non ha fatto colpo.
    Un bacio coccinella!

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