“la pioggia prima che cada” (j. coe)

La pioggia prima che cada.jpg★★★★☆

Avete presente “Per un Pugno di Libri”? Ecco, a un certo punto del programma ciascuna delle due classi in gara deve leggere e commentare la frase che riassume, o dovrebbe riassumere, il senso del libro. Se oggi fossi a un pugno di libri, sceglierei questa frase: “Non riuscivo a conciliare queste due sensazioni. Ricordo questo sentimento – questo pensiero – con estrema chiarezza. La consapevolezza che a volte è possibile – se non necessario – coltivare idee contraddittorie; accettare la verità di due cose che si contraddicono a vicenda.“.
Perché tutto il libro, dalla prima all’ultima pagina, non fa altro che metterci davanti a contraddizioni e ribaltamenti. In genere, tendo a farmi un’idea dei personaggi di un libro. Come tutti, voglio dire: dev’essere un retaggio delle favole. Principe, buono. Orco, cattivo. Principessa, sfigata, nella migliore delle ipotesi. Con questo libro è impossibile, perché appena provi ad appiccicare una qualità ad uno dei personaggi ecco che succede qualcosa che ti spinge a vederlo sotto un’ottica completamente diversa. Non ci sono buoni, non ci sono cattivi, c’è in fondo solo la complessità del comportamento umano. Bello, perché non cede alla tentazione della semplificazione. Bello, perché costringe alla contraddizione, e soprattutto alla scoperta che in fondo non si tratta solo di contraddizione, quanto piuttosto di complessità.

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