delusione

Forse non tutti sanno che, tra le mie tante manie, c’è Oceano Mare. Ed è una mania degenerata al punto che quando vado in un paese straniero la prima cosa che faccio (o al massimo la seconda) è rintanarmi in libreria a cercarne la traduzione. Al punto che il fatto che in danese e svedese fosse fuori catalogo mi ha quasi rovinato la vacanza. Comunque, tutto questo per farvi capire come sto in questo momento. Che poi poverina, la traduttrice si sarà anche impegnata. Ma proprio quella frase…

All’inizio del libro, pagina tre, diciamo, c’è un’immagine che vale tutto il libro, o quasi: […] sulle labbra della donna rimane l’ombra di un sapore che la costringe a pensare: “acqua di mare, quest’uomo dipinge il mare con il mare”.
Sublime.

E con questo arriviamo alla traduzione francese: “de l’eau de mer, cet homme peint avec de l’eau de mer”.
o.O
Mi ha tolto il sonno. Qualcuno potrebbe cortesemente far sapere alla signora Françoise che il pensiero che dà i brividi non è che dipinga con l’acqua di mare (capaci tutti) ma che dipinga il mare con il mare?

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5 pensieri su “delusione

  1. Ester ha detto:

    Cavoli, che delusione le traduzioni eh?? Succedono spesso cose così… Chissà quanti libri che ho letto in traduzione in italiano hanno preso significati diversi…
    Ma con Oceano Mare proprio non possono farlo!

  2. silvanascricci ha detto:

    In effetti il problema delle traduzioni è spinoso, perchè possono essere davvero riduttive.
    E’ vero che nella traduzione non sempre cogliamo il vero senso dell’espressione ma è anche vero che non possiamo fare altrimenti, è il male minore per conoscere libri, pensieri e parole che altrimenti ci sarebbero preclusi.
    Non tutti possono essere traduttori poeti come Quasimodo.
    Un po’ di impegno però non guasterebbe.
    Ciao
    Silvana

  3. coccinella ha detto:

    Mi rendo conto che le traduzioni sono difficilissime, e anzi ne approfitto per ringraziare i traduttori, che mi permettono di leggere un sacco di libri dei quali altrimenti non saprei nemmeno l’esistenza. E sono consapevole anche del fatto che probabilmente ci sono molte più “traduzioni approssimate” di quanto non si creda, soprattutto perché a volte è veramente difficile cogliere il senso di una parola, o semplicemente indovinare perché l’autore ha usato un’espressione invece di un’altra. La mia delusione deriva dal fatto che sono stata punta sul vivo di una frase che considero una delle più belle mai scritte da Baricco.. Hai presente quelle che ti scriveresti sulla Smemo, se ne avessi ancora una? Ecco.

  4. coccinella ha detto:

    Dimenticavo. E riguardo Quasimodo: onestamente, non so se sarei felice di essere tradotta da un grande poeta, nonostante il lettore, in questo caso, ne trarrebbe forse solo vantaggi. L’opera tradotta sarebbe sempre anche un po’ di Quasimodo, che ha le sue idee, e le sue espressioni preferite, mentre ho sempre visto la figura del traduttore come uno “strumento”, in grado di entrare nella mentalità e nell’umore dello scrittore. E con questa, che pure secondo me è una cosa bellissima e nobilissima, credo di essermi attirata l’ira di almeno la metà dei traduttori..

  5. Antonio ha detto:

    Sono d’accordo con te. La Signora Fracoise poteva tradurre anche un po’ a senso e con con un pizzico di fantasia, per dare al periodo un certo mordente.
    Ciao. Antonio.

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