“emmaus”

Emmaus.jpg★★★☆☆

Tinello, pomeriggio; scuola, oratorio, le prove, amici, calzini sporchi sul pavimento, una caffettiera {Emmaus} #libroin140

Questa è probabilmente il libro più “difficile” che mi sia capitato di leggere  quest’anno. Perché sono troppo coinvolta, perché aspettavo questo libro da settimane e non so se esserne delusa, perché non so essere obiettiva quando si parla di Baricco, né di religione, né di adolescenza. E così rischio di fare un gran macello, a parlarne. C’è da dire, tanto per rompere il ghiaccio, che questo è uno dei fratellini minori di Oceano Mare. Di quei fratellini che la mamma li rimprovera sempre di non essere bravi quanto il fratello maggiore. E’ inevitabile aprire una serie di paragoni, e per quanto ci siano passaggi da segnare tra le “frasi perfette”, non sono abbastanza per far dimenticare che, tutto sommato, è abbastanza pesante. Basti dire che pensavo di leggerlo in un’ora, e mi ci sono voluti tre giorni. Ma forse questo è dovuto anche all’atmosfera, e al racconto.

C’è da dire che io ho una serie abbastanza lunga di pregiudizi (come quasi tutti, ma non si sa mai). Uno di questi, abbastanza radicato, riguarda gli oratori. E questo libro sembra non fare altro che convincermi, pagina dopo pagina, che non mi ero sbagliata di tanto. Resta da capire se anche Baricco è vittima degli stessi pregiudizi, o se parla da cattolico da oratorio, anche lui. Visto che lui stesso ammette di essere cresciuto in “quell’ambiente” (quello di Emmaus, quello del cellophane sui divani), propenderei per la seconda ipotesi. Ad ogni modo, mi mette un sacco di angoscia addosso questa cosa del peccato, del vivere con l’ansia della punizione, con le tende alle finestre a coprirsi dal mondo esterno. Splendida la descrizione di una generazione, e di una classe sociale, a cui è preclusa per convizione la tragedia: “Così, senza saperlo, ereditiamo l’incapacità verso la tragedia, e la predestinazione alla forma minore del dramma” . Peccato che, forse perché le vedo da fuori, a me sembrano molto più tragiche le loro vite, che non quelle di chi, senza il peso della verità e della salvezza, del significato e del senso, ridimensiona tragedia e drammi allo stesso rango di cose che capitano. Più che un romanzo, a dire il vero, sembra un lucido e perfetto saggio su uno spaccato di mondo, che ad un tratto sembra scoprire che “ci sono un sacco di cose vere, intorno, e noi non le vediamo, ma loro ci sono, e hanno un senso, senza nessun bisogno di Dio”. Forse è questa, la tragedia cui cercava di fuggire.

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8 pensieri su ““emmaus”

  1. pani ha detto:

    uhm…nonostante tutto mi sembra interessante,quasi quasi lo leggo :-)
    Poi fai come me, se un autore ti piace da impazzire leggi qualche altro lavoro ma poi cambia, cerca altri scrittori.

  2. coccinella ha detto:

    Il tuo nonostante tutto mi fa riflettere: non vorrei che dalle mie impressioni venisse fuori il messaggio “Non leggetelo!”. In realtà, è un bel libro, una delle migliori descrizioni di quel mondo che mi sia mai capitato di leggere. Che poi mi metta addosso un po’ di depressione è totalmente slegato dal libro: magari a qualcuno fa solo tanta nostalgia (con me non funziona, non essendoci mai passata). Comunque, quando l’hai letto passa a dirmi cosa ne pensi! :)
    E riguardo al fatto di cambiare, in linea di massima è così (altrimenti leggerei sempre e solo tre o quattro autori). In genere leggo uno o due libri per autore, perché se arrivo al secondo è perché il primo mi è piaciuto da impazzire, e visto che il primo mi è piaciuto da impazzire in genere il secondo mi piace meno, quindi non arrivo quasi mai al terzo. Come tutti, ho i miei autori preferiti, o meglio i miei libri preferiti, ma leggo qualunque cosa risvegli la mia curiosità, a prescindere dal nome e dal genere. Ma riguardo a Baricco, mi spiace ma non seguirò il tuo consiglio :) Perché è l’unico scrittore del quale leggo tutto, in varie lingue e varie edizioni (leggi: la riedizione a fumetti di Novecento l’ho comprata due volte, quando è uscita su “Topolino” e quando ne hanno fatto l’edizione “deluxe”). Almeno per ora, continuerò a farlo, nonostante le delusioni. Per il futuro, non si può mai sapere :)

  3. silvanascricci ha detto:

    Mi hai convinto, lo leggerò.
    Trovo bellissima la frase
    “ci sono un sacco di cose vere, intorno, e noi non le vediamo, ma loro ci sono, e hanno un senso, senza nessun bisogno di Dio”.
    E verissima, le cose hanno senso in sè, senza bisogno della giustificazione di un Dio, qualunque esso sia, la sfida vera dell’essere uomini è proprio trovarlo quel senso.
    Ciao
    Silvana

  4. coccinella ha detto:

    Ciao Silvana, buona lettura allora! E mi raccomando torna da queste parti a dirmi se ti è piaciuto, che sono curiosa :) Buona giornata!

  5. coccinella ha detto:

    Beh, c’è sempre tempo ;) Se ti dovesse capitare di leggerlo, ripassa da queste parti e fammi sapere cosa ne pensi! :) Ciao!

  6. coccinella ha detto:

    Postilla. Un altro pensiero rubato: “Così siamo morti insieme – e fino a quando non morirò, insieme vivremo” (Alessandro Baricco, “Emmaus”)

  7. Giuseppe ha detto:

    credo che la poesia, l’intensità, la tensione emotiva che emerge da questo libro e soprattutto dall’ultimo splendido periodo, le ultime righe, sia difficilmente rinvenibile in altri libri. Complimenti Baricco, complimenti coccinella per la citazione…

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