“la storia dell’amore”

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Ci sono vite, amori e libri straordinari; e poi c’è la storia di una vita, di un amore, e di un libro {La storia dell’amore} #libroin140

Ho finito questo libro da qualche giorno. Le ultime parole, lette nella sala relax dei Bagni di Bormio, un accappatoio bianco, un caminetto a sospensione, un maxi cuscino e una tisana calda. Forse per questo è rimasto lì, poi. Ad aspettare. Si era appisolato, e non avevo voglia di svegliarlo, a dirla tutta. Ma ora è arrivato il momento di rimetterlo a posto, sullo scaffale della libreria, e prima di salutarlo ci sarebbero un paio di cose da dire. Ma il fatto è che questo libro è perfetto così. Dice tutto lui, senza bisogno di trovare altre parole per parlarne. Più che “La Storia dell’amore”, è una storia d’amore. Tra te e  il libro. Inizia un po’ così, che non capisci cosa sta succedendo, e in certi momenti vai avanti lo stesso, anche se con quella sensazione di non riuscire a mettere a posto tutti i pezzetti. Con quella sensazione di non sapere se ci sono tutti, i pezzetti. E la verità è che non ci riesci davvero, se non forse, se sei veramente fortunato, solo alla fine.

E poi, c’è questa storia di Bruno, che mi ha commosso, quest astoria di due uomini soli, che controllano di esserci ancora: “Tre colpi significano: sei vivo?, due significano: sì, uno: no”.

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4 pensieri su ““la storia dell’amore”

  1. emmaci ha detto:

    Bellissimo: complicato, delicato e poetico. Sono contenta che ti sia piaciuto.

    Io ho appena finito di leggere La Società Letteraria di Guernesey: un altro libro sui libri! Quando l’ho aperto e ho visto che si trattava di un romanzo epistolare, ho pensato che mi avrebbe annoiata a morte, inivece si è rivelato scorrevole e vivace!

    Che mi dici, invece, di Fannie Flagg? Ho cominciato da poco Torta al Caramello in Paradiso…

  2. coccinella ha detto:

    “La società letteraria di Guernesey”, lo sto leggendo ora. Anche a me questa cosa delle lettere ha lasciato un po’ così, il tuo commento mi incoraggia :)
    Riguardo Fannie Flagg, anche io ho letto “Torta al Caramello in Paradiso” (anzi, sto scrivendo ora la recensione), solo che ho fatto l’errore di leggerlo subito dopo “Pomodori verdi fritti…”: è piacevole, scorrevole, e ha l’odore di una torta al caramello appena sfornata, lasciata sul davanzale a raffreddare. Ma assolutamente meglio “Pomodori verdi fritti”, sia per la complessità dei personaggi, che per la storia, che per l’umorismo. Diciamo che “Torta al Caramello” è come un racconto, se paragonato al romanzo “Pomodori verdi fritti”…

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