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“Una cosa da nulla”

Una cosa da nulla.jpg★☆☆☆☆

Non ho ancora deciso se la mia filosofia guarda di buon occhio le recensioni scritte su libri lasciati a metà. Perché magari un’impressione che si adatta perfettamente alla prima parte del libro viene ribaltata completamente dagli sviluppi della storia. Altrimenti detto: chi ha stabilito che un libro noioso all’inizio non si riveli poi un capolavoro? E quindi, che senso ha una recensione su un pezzo di libro? Ad ogni modo, devo mettere un punto a questa storia. Era da troppo tempo che Mark se ne stava appollaiato sul comodino. Il fatto è che non ce l’ho fatta. Non va avanti, e come si fa? Avete presente quando vi tocca leggere la stessa frase tre volte perché non ne capite il senso? Arrivata a pagina 100, ancora non riuscivo a memorizzare i nomi dei personaggi principali. E non stiamo parlando di Marquez (avete letto “Cent’anni di Solitudine”? Ecco, non venitemi a dire che non vi siete dovuti fare l’albero genealogico…). Insomma, morale della favola: l’ho abbandonato. Non è il suo tempo, probabilmente. Me lo segno tra gli appuntamenti di quest’estate, chissà che non migliori.

Postilla: una cosa però gliela dobbiamo: un libro su una “famiglia normale, normalmente infelice e insoddisfatta”, con un capofamiglia che “perde la testa, ma a modo suo, cercando di non disturbare”, non poteva che essere scritto così. Un libro che a leggerlo ti dà l’angoscia di chi lo vive. In questo, e se ce ne fosse bisogno dopo lo splendido “Strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, complimenti a Mark.

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3 thoughts on ““Una cosa da nulla””

  1. E’ successo anche a me con “Il maestro e margherita” di Bulgakov. Avevo tanta voglia di leggerlo, l’ho cominciato con tanto entusiasmo, ma non ce l’ho fatta. Era troppo difficile. Anch’io come te l’ho lasciato per tempi migliori, quando la mia testolina sarà capace di “digerirlo”.
    Un saluto :)

  2. E’ vero! Anche a me è successo con Il maestro e Margherita! E anche con Narciso e Boccadoro.. Ma ormai sono passati dieci anni e più di cinque tentativi, è ora di rinunciare e ammettere che non fanno per me…

  3. Anche a me è successo, e in particolare “Il maestro e Margherita” non più neanche dove sia. Però un mio amico, che me l’ha consigliato e che lo adora, ritiene che io mi stia perdendo qualcosa.

    Ora, siccome io e lui culturalmente siamo molto affini, e relativamente ai gusti letterari pure, mi chiedo dove io stia sbagliando.

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