“L’ultimo libro”

L ultimo libro.jpg★★★☆☆

Una libreria, bizzarri lettori, una serie di morti misteriose, una tazza di tè, una poltrona e un libro {L’ultimo libro} #libroin140

Appartengo a quella fetta di amanti dei libri che amano anche le librerie. E la libreria Il Papiro può tranquillamente aspirare al titolo di “libreria preferita”, così come la sua proprietaria al titolo di “donna più invidiata dell’anno”. Il Papiro è una di quelle librerie nelle quali potersi ritirare dopo il lavoro, per leggere con calma un libro, accoccolati su una poltrona. I problemi iniziano quando, misteriosamente, i lettori su quella comoda poltrona cominciano inspiegabilmente a morire. Ecco, questo forse va a intaccare un pochino l’invidia per la povera libraia, ma comunque. Un mistero apparentemente insolubile, una libreria che da luogo di svago diventa luogo di morte, uno strano e insistente richiamo a “Il Nome della Rosa”, una tazza di thé a completare il quadro. Non ci vuole molto, questo sì, a capire che l’ho divorato in un pomeriggio…

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8 pensieri su ““L’ultimo libro”

    • Ifigenia ha detto:

      E’ vero, non ci avevo pensato a questa chiave di lettura. Che ne dite, facciamo una ricerca sui libri che hanno libri come protagonisti?

      “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse” ;)

  1. pani ha detto:

    avevo iniziato anche io a scrivere una storia su una libreria, o meglio, una biblioteca, dove succedevano episodi strani e la gente spariva. Poi, dopo una settantina di pagine l’ho abbandonato. In fondo, certe storie mi piace di più leggerle che scriverle.

  2. coccinella ha detto:

    Beh, per chi ama i libri una storia sui libri e sulle librerie è il massimo ;)
    @ Selene, sì, è serbo. Ma a dire il vero non conosco altri suoi libri..

  3. coccinella ha detto:

    Postilla. In genere non presto molta attenzione alle quarte di copertina, o ai commenti sui giornali. MI è caduto l’occhio sulla “pubblicità” a questo libro, nella quale si richiamano Borges ed Eco. Ecco, mettiamo in chiaro una cosa: con Borges ed Eco questo libro non ha proprio niente a che fare. E’ un modo simpatico di passare un pomeriggio, ma per favore non venitemi a dire che è al livello del “Nome della Rosa”! Delusione… maledetti critici… :)

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