“La gallina volante” (P. Mastracola)

La gallina volante.jpg★★☆☆☆

Come molte bambine, da piccola avrei voluto diventare insegnante. All’epoca dicevo maestra, ma il concetto è quello. Da allora, ne sono passati, di anni. Sono cambiate un sacco di cose, e l’idea della maestra è andata e tornata talmente tante volte che ho perso il conto ormai da anni. Quello che è rimasto, e che non è cambiato finché non mi sono per un certo periodo trovata dall’altra parte della barricata, è una curiosità: cosa pensano, e come pensano, le maestre. Fino ai dieci anni la mia idea era che le maestre fossero esseri diversi dagli altri senza una vita che andasse al di là della campanella delle quattro e mezza. Dopo gli undici anni, la cosa è un po’ migliorata, e mi sono fatta una ragione del fatto che anche le maestre potessero avere una qualche forma di vita oltre la scuola. Che so, un figlio, un marito. Che fossero campionesse italiane di tiro al piattello, addirittura. Forse è per questo che questo libro mi è piaciuto tanto. Una maestra che alleva galline. Che parla con gli studenti, e soprattutto che parla dei suoi studenti con il marito, il vicino di casa e le galline. Una maestra che solo incidentalmente è una maestra, e che in realtà potrei quasi essere io. Non fosse per la gallinofobia.

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