collezione autunno-inverno

se fosse un oggetto, sarebbe una sciarpa. una di quelle sciarpe di lana colorate, lavorate ai ferri, con le frange. così come io probabilmente, non potendo aspirare alla perfezione di una moleskine scritta fitta fitta, sarei una borsa, di quelle borse a sacco di cuoio chiaro che fanno molto anni settanta. cuoio martellato, si chiama. su di me probabilmente la chiamerebbero cellulite. io sarei una borsa e lei una sciarpa, se vivessimo in uno di quei mondi da cartone animato in cui le automobili parlano e le calcolatrici cantano. lei sarebbe una lunga, morbida, allegra sciarpa. che poi è strano, perché è una delle persone più solari che conosco. quindi, a rigor di logica, dovrebbe essere, che so?, un paio di occhiali da sole. anche loro anni settanta, perché si sa che il simbolismo è vintage. l’ultimo modello di armani non potrebbe essere così poetico. e invece, è una sciarpa. non ci posso fare niente, è venuta fuori così. chissà che giro strano ha fatto la mia fantasia, ma tant’è. che poi, con il senno di poi, aveva ragione lei. la mia fantasia, intendo. ora la sciarpa se ne va, al nord. al freddo. forse lo sapeva già, dove sarebbe finita, e così al momento di decidere se essere un costumino a triangolo fatto all’uncinetto e un’enorme sciarpa blu petrolio e bordeaux, ha pensato bene di mettere le mani avanti e buttarsi sulla seconda. oggi il mondo si è trasformato. non è più quello di ieri. tanto per cominciare, ho conosciuto un nuovo posto dove passare qualche serata invernale la differenza è la stessa che ci starebbe tra questo mondo e il mondo dei cartoni animati di cui sopra. per dire, mio padre oggi è un calamaio appoggiato su una scrivania di mogano. mamma un cuscino (ma in fondo ogni mamma è per definizione il primo cuscino di ognuno di noi). mio nonno un trattore, ovviamente un landini arancione. e la nonna un mattarello. mio fratello, un obiettivo di una vecchia macchina fotografica. un lungo, magro e contemplativo obiettivo. domani il mondo tornerà ad essere quello di ieri. niente obiettivi, niente trattori, solo persone in carne ed ossa.

la sciarpa deve essersi persa.
va sempre perso qualcosa, nei traslochi.
ad ogni modo, quest’inverno avrò un po’ freddo, già me lo sento, senza sciarpa.
per fortuna che, essendo una borsa bella grande, non rischio di perdere tutti i ricordi.
devo avere ancora qualche pelucco, qua e là.
per fortuna.

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