pensieri

ci sono cose che

Ci sono cose che finché non ti ci trovi dentro fino al collo non ci credi. Una di queste è il matrimonio. Non il matrimonio come progetto di vita: il giorno del tuo matrimonio.

Punto primo, gli invitati. La fatica più grande è stata convincerli che non era uno scherzo. E una volta convinti, inizia lo stupore. Ma come? Ti sposi fra un mese? E quando l’hai deciso? IERI?! Ma che è, sei incinta?!? No? E scusa allora perché tutta questa fretta? Non ce la farai mai!

Punto secondo, i preparativi. La cosa più affascinante, fateci caso, è il potere magico della parola “nozze”. Provate ad inserirla a caso in un discorso con un ristorante, un parrucchiere, un estetista, una sarta. Magicamente, tutto diventa (con effetto immediato) più difficile, più lungo, più maestoso, e ovviamente più caro. L’unico antidoto che ho trovato all’orticaria derivante dai fiori recisi, dal colore bianco, dai pranzi di nozze e dal trucco pesante è stato evitare tassativamente di sottolineare il fatto che il matrimonio a cui dovrò partecipare è il mio. L’unica difficoltà è stata convincere la sarta che il corpetto bianco ci sta, anche se siamo in autunno.

Solo che evidentemente non sono ancora alla frutta, se riesco a trovare divertente andare a parlare con un’estetista riguardo la possibilità di prendere appuntamento un sabato mattina, verso le 11, per il trucco. “Sa.. mi sposo qui dietro e pensavo che andando in là potevo passare per un ritocchino”.

Apriti cielo.

“Stai scherzando?! E le prove?!”
E io, ingenua: “Prove?”
“Le prove del trucco”
“Ma io volevo una cosa neutra, naturale, giusto coprire i punti neri…”
“Non se ne parla proprio: due prove trucco, e la mattina delle nozze vengo io a casa tua a prepararti. Dunque, mi fai vedere la foto dell’abito?”
“Non ce l’ho ancora, vado oggi a parlare con la sarta, ma perché…?”
“Beh, i colori devono abbinarsi”
“Ma io non volevo molti colori, voglio dire: giusto il mascara e una matita nera – il mio problema sono i punti neri…”
“E il bouquet?”
“Cosa?”
“Il bouquet com’è?”
“Ah non lo so, lo saprò la mattina delle nozze, sai non l’ho scelto io, è una cosa un po’ particolare…”
“E se non si abbina con l’abito???”
“… o.O …”
“Vabbè, fatti tuoi. Comunque, quando hai un bozzetto dell’abito a colori vieni che facciamo la prima prova. Fammi vedere le unghie.”
(facciamo vedere le unghie…)
“Mmmm… sono corte.”
“Beh sì…”
“Comincia a farle crescere subito se no non arriviamo in tempo per le prove”
(e due…) “Prove?”
“Ma sì, per decidere il taglio, e lo smalto”.

Che poi, non so voi, ma io non sento tutta questa esigenza di una prova per decidere tra il bianco perlato scuro e il grigio perlato chiaro…

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12 thoughts on “ci sono cose che”

  1. Brava Coccinella! Congratulazioni!
    Anche se, per il grande giorno, mi sarei aspettata una splendida livrea rossa a pois ;)

    Comunque è vero, il business inutile che sorge improvvisamente attorno alla parola “matrimonio” è spaventoso. Continua a glissare sul fatto che il matrimonio è il tuo: l’ho sperimentato con una mia amica, ed è stato l’unico modo per ottenere qualcosa di semplice, fresco e adatto alla sua personalità!
    In bocca al lupo :D

  2. Sì ma uffa Giorgia… ma guarda te se devo leggerlo su facebook :-) oggi non ti ho trovata in ufficio…
    L’unica cosa che non ho capito è “evidentemente non sono ancora alla frutta”… perché, devi ordinarla da BioBuy e poi fare le prove anche per quella? ;-P
    Domani vengo a romperti le scatole…

  3. Congratulazioni sinceri cara Coccinella! Ti auguro tanta, ma tanta felicità ( e come si dice dalle mie parti, anche tanti figli maschi – no, no, la mia non è una società maschilista :) )

    1. Grazie Selene :) Per ora abbiamo provveduto ad una “figlia” pelosa e quadrupede… per i figli maschi c’è tempo ;)

  4. Io, grazie al cielo, ho trovato amici che hanno fatto tutto – trucco, pettinatura, foto, musica. L’abito l’ho scelto in 20 minuti, preso giovedì, indossato sabato, restituito lunedì (era a noleggio). Sotto alla gonna lunga portavo un paio di ciabatte infradito. Mio marito nel comprare il vestito ha detto che deve andare a nozze, omettendo il fatto che fossero le SUE nozze. Se vedi le foto (fatte solo da amici, niente fotografo) ti sembra un normalissimo matrimonio, non c’è proprio niente di strano. Chi non mi conosce bene ancora non mi crede che sia possibile e chiede “dov’è il trucco”. Nessun trucco. Tutto il business che si crea attorno al matrimonio è inutile, TIENI DURO!

    P.S. pare che devi farti dare un campione della stoffa del tuo abito perchè la camicia dello sposo e di chi ti accompagna all’altare devono avere la stessa stoffa e lo stesso bianco (!?).

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