a dona giorgia

La strada per diventare un perfetto donnino portoghese è lunga, ma stiamo facendo progressi. Stasera, un po’ per compensare la deriva salutista di mezzogiorno e un po’ per festeggiare il marito che ha trovato lavoro, ristorante brasiliano. Che per carità, ottimo, tanto che prima o poi arriva la recensione. Ma soprattutto, e qui vorrei attirare la vostra attenzione, utile alla causa di cui sopra.

Brasiliano, cercate di immaginare. Rodizio, altrimenti detto ti portano ciccia fino a scoppiare. Passa la prima, e giù. Obrigada. La seconda, e giù. Riobrigada. A un certo punto comincio ad arrancare. Al che il marito, in quanto unico esponente della famiglia a parlare portoghese, chiede una dose più piccola per “la signora”.
Il cameriere annuisce serio, evidentemente capisce la situazione.
Affetta, impiatta, e mostra al marito sopracitato il piatto, per avere l’ok sulla quantità.
Del MIO maialino.

Vi risparmio i dettagli sulla scenetta conclusiva. Semplifichiamo. Cameriere, il conto. Io apro la borsa, poi il portafoglio, sorrido, e presento il bancomat. Lui lo prende, lo inserisce nel macchinino viola fashion , e lo porge per il pin.
Al marito.
Il MIO bancomat.

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3 pensieri su “a dona giorgia

  1. Marito ha detto:

    Chama-se “a lei do leitão”…
    Lui mi ha visto e, si sà, fra romagnoli e brasiliani c’è un’affinità secolare. Capisco che tu, essendo donna non puoi cogliere :)

    Donno Marco

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