carnevale

C’è da dire che io e il carnevale non siamo mai andati troppo d’accordo. Per via di tutti quei mostri che girano per strada (e con mostri intendo, nell’ordine: Barbie, Pokemon, e Homer Simpson in preoccupante età pre-scolare). E per via della schiuma che mi ricordo ancora quando, ai tempi delle scuole medie, diventavo un pupazzo di neve ambulante. Io e la mia borsa preferita. Mai andata via, la macchia, per la cronaca. Comunque, oggi, visto il tempo incerto e il frigorifero in lacrime, decido di andare al centro commerciale. Errore. E’ carnevale, tesoro, e in Portogallo il carnevale si festeggia. Però devo dire che, col senno di poi, le cose non sono andate poi tanto male.

Un fantasma in carrozzina, con il vestito ricavato da una camicia del papà. Con il colletto chiuso intorno alla testa e due buchi per gli occhi. Molto Famiglia Addams, a dirla tutta.
Una fatina, ma di quelle vecchio stile, con la bacchetta magica di carta stagnola.
Un bimbetto in panciotto, con due pallini rossi sulle guance (rossetto di nonna, ci scommetto) e con una pancia così enorme che quando ha provato a piegarsi per raccogliere il ciuccio da terra è rotolato come un uovo.
Un’ape, o una cosa che non poteva essere nient’altro che un’ape, visti i colori. A meno che i galeotti in Portogallo non siano gialli e neri. In tal caso.
Una piratessa con tanto di calze a rete (no, non quelle: erano calze normali, ma piene di buchi) e parrucca di lana rossa.
Un cavaliere medievale con i tappi delle bottiglie di birra cuciti insieme a formare l’armatura (e qui ci sta un pensiero alla povera mamma, che sono sei mesi che sopporta un marito alcolizzato e si buca i polpastrelli nel tentativo di dare al figlioletto una vera armatura da cavaliere medievale).

Quasi poetico, il carnevale in Portogallo.

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4 pensieri su “carnevale

  1. patama ha detto:

    Quando ero piccola a carnevale ero terrorizzata per i miei capelli. Mi avevano raccontato di gomme da masticare impunemente appiccicate a Raperonzoli inconsapevoli e soprattutto di micidiali schiume depilatorie in grado di trasformati in un baleno da cugino Itt in zio Fester. Anche adesso mi sottopongo a fugaci apparizioni all’aperto per dovere genitoriale. Ho sempre preferito le feste in casa, ma dopo averne fatta una per otto bambini, maschi, di sei anni …. ho desistito!….. Comunque adesso tocca a noi….

    • coccinella ha detto:

      Allora per fortuna che ho una “figlia” che teme il carnevale almeno quanto me… anche per quest’anno ce la scampiamo…

  2. Mirtilla ha detto:

    Da noi in terronia, oltre alla schiuma i teppistelli ci deliziavano con le uova, possibilmente marce. Un amore.
    E, visto che ero grassottella, dopo i dieci anni mia madre ha deciso che i tempi delle fate era finito onde evitare l’effetto Fata Madrina e che era tempo di ripiegare sul pagliaccio. Io ho sempre odiato i pagliacci.
    Di tutta la preparazione, mi piaceva solo quando mia mamma mi faceva i ricci per simulare la parrucca. Tutto il resto… AAARGH!!

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