essere onda

essere onda

un’onda. di quelle che partono da un punto imprecisato dell’oceano, laggiù.
di quelle che si fanno migliaia di chilometri, magari accompagnate da un delfino, o da un gabbiano che si è allontanato un po’ troppo da casa.
un’onda. di quelle che arrivano dalle parti di una spiaggia, che forse nemmeno l’hanno scelta, così, all’improvviso.
che magari se ne sarebbero state ancora un po’ al largo, a pensare a dove andare. e invece.

spiaggia.
e sabbia.
qualche conchiglia, il gabbiano che finalmente si riposa, l’orma di un cane passato da qui.

spiaggia.
e per prima cosa, a solleticarmi la pancia, quella che chiamano riva.

perché, poi? non è forse sempre spiaggia?
ed è per via della riva che si dice arrivare?
e allora, vuol dire che sono arrivata?

e ora…?

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