lisboa anos 80

Questo è il Portogallo. Non solo, ma anche. L’Italia negli anni Ottanta. E’ che io sono talmente nostalgica e il Portogallo è talmente vintage che mi piace.

Sì, lo so che questo post vi sembra familiare. Non preoccupatevi, avete ragione. Prendo spunto dal numero di questa settimana di Time Out per ribadire il concetto (nel caso a qualcuno interessi) e lanciare un esperimento di “post-in-progress”. Altrimenti detto, utilizzo questo spazio per aggiornare, man mano che se ne presenta l’occasione, la lista di tutte quelle piccole cose che mi fanno amare il “vintagismo” di questa città. Se avete suggerimenti, lo spazio “commenti” sapete dov’è.

  • Le spalline imbottite nelle giacche da donna.
  • Il timbro a secco sui documenti ufficiali.
  • Le ciabatte di plastica modello Agua.
  • Le camicie-body che mi han sempre mandato in bestia perché non me le posso permettere.
  • Il conto pagato al cameriere, mica che ti alzi da solo e vai alla cassa.
  • L’acqua gratis al bar. Dal rubinetto.
  • I ventilatori negli uffici pubblici.
  • I negozi dove si vende di tutto, e tutto sa di paraffina.
  • Le pubblicità appese alle vetrine dei negozi, ormai tutte azzurre e sbiadite dal sole.
  • I medicinali senza quelle fastidiosissime chiusure a prova di bimbo (e di adulto).
  • Il fruttivendolo che regala le caramelle ai bimbi.
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11 pensieri su “lisboa anos 80

  1. laragazzaconlavaligia ha detto:

    io ci sono stata e non me lo ricordo così.. peccato, perché una bella immersione negli anni ’80 me la sarei fatta volentieri :(
    quando ci sono andata però mi sembrava di essere nel romanzo sostiene pereira :D

  2. lisboantigua ha detto:

    non commento gli anni ottanta, anche se sono stati belli anche per me, ma solo perché ho trovato il tuo sito che parla di LISBONA e del Portogallo.
    Adoro questa città al punto che come vedi ho dato il nome al mio blog che è ben diverso dal tuo….

  3. Anonimo ha detto:

    – in occasione delle elezioni presidenziali abbiamo assistito a delle tribune elettorali
    – quando vai a mangire in un bar ti capita di ascolare i simple minds, i tears for fears, cindy loper, …

  4. Chiara ha detto:

    -le lojas dove compri i legumi a manciate, e le uova quante ne vuoi avvolte nella carta
    -il barbiere che si porta una sedia fuori sul marciapiede tra un cliente e l’altro e conversa coi vecchietti del quartiere o semplicemente scruta quelli che passano
    -la coca-cola nelle bottiglie di vetro

  5. coccinella ha detto:

    – Il generatore nei bar sulla spiaggia, che per parlare devi urlare
    – La limonata nella caraffa venduta come bibita nei caffe’, per pranzo
    – I sacchetti di plastica, a centinaia, senza ritegno

  6. pani ha detto:

    ho scoperto che qui al nord son tornate le caramelle Pip, caramelle tonde che mangiava mio nonno e che probabilmente sparirono già a fine anni settanta. Nel ’94 le avevo ritrovate in puglia e la bottegaia mi aveva detto: “eehh…noi siamo più tradizionalisti, da voi infatti non si vendevano più e così le hanno tolte dal commercio”.
    Quell’anno ne comperai un sacco pieno.
    Adesso le vende anche il mio benzinaio, yuk yuk!

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