“Gli uccelli di Bangkok” (M.V. Montalban)

Gli uccelli di bangkok.jpg★★★☆☆

Comprato durante l’ultimo viaggio in Italia, perche’ se ne stava li’, sul tavolinetto di legno di BookBank, e mi guardava. E non ho saputo dire di no. Anche perche’ questa storia di adorare Montalbano e non aver mai letto niente di Montalban cominciava a pesarmi un po’.
Letto durante i miei viaggi dal lavoro a casa, in treno. E quindi ci ho messo un po’. Anche perche’, se proprio devo dirla tutta, non e’ che sia proprio appassionante come Montalbano. Forse partivo prevenuta, ma tant’e’. Lento. E noioso. Se lo prendi come un poliziesco, ovviamente. Se lo prendi come un esercizio di bella scrittura, invece, e’ a tratti splendido. Con frasi ricamate che nemmeno una sarta. La sua salvezza in un paio di descrizioni che da sole valgono tutto il libro.

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Un pensiero su ““Gli uccelli di Bangkok” (M.V. Montalban)

  1. coccinella ha detto:

    “Ogni metro che veniva ricuperato da un marciapiede, da una piazza, era immediatamente occupato da bambini, vecchi e cani, le tre migliori specie di animali domestici che esistano, perché Carvalho aveva sempre considerato i gatti randagi come visitatori di passaggio e i canarini come prigionieri della pericolosa pietà degli uomini”

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