nona i mè car mirandules

Stamattina ho comprato il giornale. La Repubblica, per la precisione. Quella di ieri, per la precisione. Perché qui va così. Anche se ne ho lette e sentite di tutti i colori sul terremoto, comprese teorie di cospirazioni, guerre segrete, fine del mondo, profezie e romagovernoladro, avevo bisogno di vederlo scritto con quell’inchiostro che ti rimane appiccicato alle dita. Avevo bisogno di sentirne l’odore, che è poi l’odore delle cose che capitano. Non so voi, ma io son fatta così. Ad esempio. L’attacco alle torri gemelle ha l’odore dell’International Herald Tribune e il sapore del toast al tonno della sala studio. Il processo al mostro di Firenze ha il suono del telegiornale attutito dai cuscini del divano del tinello. La guerra in ex Iugoslavia ha il rumore dei caccia che partivano da San Damiano e mi passavano sopra la terra. Avevo bisogno di un ricordo anche per questo. O forse, più probabilmente, avevo bisogno di sentirmi meno lontana.

In prima pagina, Michele Serra scrive: “La sola cosa buona dei terremoti è che ci costringono, sia pure brutalmente, a rivivere il vincolo profondo che abbiamo con il nostro paese, i suoi posti, la sua geografia, la sua storia, le sue persone.”

Nel mio caso, mi ha costretto anche alla consapevolezza che questo vincolo è ormai solo nei ricordi delle mie vacanze in campagna, a Mirandola, e nelle pagine del mio diario. Leggo il giornale, e conosco ogni luogo, ogni nome, ogni strada. Guardo le foto, cerco di ricordare quello stesso angolo di mondo prima del disastro. Quando ci riesco, mi si stringe il cuore come se fosse casa mia. E d’altra parte non trovo una parola più adatta di “casa”, per tutto questo.

Il ricordo delle mattine d’estate, quando ti svegli e dal piano di sotto arriva il brusio del giornaleradio, il rumore costante e regolare del mattarello che scorre sul tagliere, il vociare delle galline pettegole, lo scoppio del trattore che si mette in moto.
L’odore del fritto per cucinare gli gnocchi, in garage.
Il canto delle cicale che si riappropriano della campagna, una volta messi a letto i grilli.
Il colore dei pomeriggi d’estate, dopo pranzo, in sala, con le persiane chiuse per fare uscire le mosche e il fresco riposante del silenzio.
Il rumore della ghiaia nel vialetto, quando arriva un parente in visita. E l’odore delle carte da gioco, ogni volta che arriva un parente in visita.
I sacchi di mangime per le mucche.
Il rumore del freezer nella camera di sopra, con dentro i ghiaccioli.
La porta che dalla camera dei nonni sale su in solaio, e la forma del chiavistello che tiene lontano il buio e l’odore di muffa.
Quel buchino nella canottiera bianca del nonno, portata sopra ai pantaloni azzurri, che sembra che ci sia nato, vestito così.
Le mani lavate prima di entrare in casa, nel rubinetto in cantina.
In inverno, il caldo del lettone con le braci nel mezzo.
L’odore della stufa.
La brina nell’orto.
Il compleanno con i cugini, tutti insieme, con le lasagne e i cappelletti di zucca.
E Al Barnardon, che arriva ogni anno sotto l’albero di Natale, e che quest’anno sarà più triste del solito.

Annunci

4 pensieri su “nona i mè car mirandules

    • coccinella ha detto:

      Forse perche’ in realta’ ognuno di noi ha dei ricordi cosi’. Chi piu’ chi meno, chi al mare chi in montagna, ma leggere dei ricordi di un altro scoperchia una scatola di sensazioni, immagini, impressioni…

  1. pani ha detto:

    è bello avere un proprio calendario di ricordi ed accompagnare ogni evento con un profumo, una sensazione, una musica.
    Ma soprattutto, una volta le giornate erano lunghe, ora passano in un attimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...