“Il terrazzino dei gerani timidi” (A. Marchesini)

Il terrazzino dei gerani timidi.jpg★★☆☆☆

Avevo in programma di leggere questo libro da un sacco di tempo. Ben prima di quella intervista della Marchesini a Che tempo che fa, che ho guardato con le lacrime agli occhi perché mica la sapevo, questa storia della malattia e tutto il resto, e mi ha messo una gran tristezza addosso. Per me Anna era sempre la cameriera secca dei signori Montagné. E insomma, mi sono detta che glielo dovevo – conoscere anche la sua altra metá, quella che scrive. E cosí.

La cosa strana di questo libro é che non ha una storia. E’ una lunga catena di immagini e sensazioni dell’infanzia di Anna. Un po’ come se ci mettessimo noi a raccontare della nostra infanzia – non ne viene fuori un romanzo, ma tante fotografie ingiallite messe in fila una dietro l’altra, legate da un filo di ricordi spesso frammentati, o distorti dagli anni. L’inconveniente di tutto questo é che il tono é quello di una signora, e non piú della bambina che era, e i ricordi a volte mi sembrano un po’ troppo ricamati, le descrizioni troppo pompose, e alla lunga un po’ lente. Ma d’altra parte – magari é semplicemente inevitabile, vestire i ricordi delle sensazioni di oggi, del significato che noi oggi diamo loro, del nostro linguaggio adulto (e, a scanso di equivoci, nel suo caso deliziosamente musicale).

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