pensieri

in valigia

ho passato lo scorso weekend in giro per negozi, con i futuri nonni al seguito, per cercare di mettere qualcosa nella ormai famosa valigia per l’ospedale. tanto per mettermi l’anima in pace e dire che é tutto pronto, anche se in realtá non é che sia proprio ancora entrata nell’ottica di idee che fra un mese potrei essere in ospedale. comunque. parlando con amiche, mamma e conoscenti vari che si sono trovati a passare per casa mia negli ultimi giorni, i dubbi aumentavano invece di diminuire. ma i cambi per il pupo vanno messi in “sacchetti monodose” da dare all’infermiera per il cambio? e le tutine bisogna comprarle con l’apertura davanti o dietro? e vorranno le tutine intere, o i completini “spezzati”?

stamattina risolvo l’arcano, chiedendo ad una collega che ha partorito qui in belgio. qui la tua degenza, e il cambio del pupo, te li smazzi tu. non l’infermiera. quindi, come logica conclusione, non gliene frega proprio niente, se la tutina é scomoda da infilare.

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7 thoughts on “in valigia”

    1. in effetti, é un ottimo metodo. o la mamma si stanca di vestirli, e insegna loro a cavarsela da soli, o ci prende gusto e continua a vestirli finché loro, stanchi di tutine intere con orsacchiotti ricamati, non scappano :)

  1. :-)
    Io ho partorito ad Angera e, a parte la primissima tutina, per il resto me lo sono sempre smazzato io il cambio della pupa. Credo che la richiesta di allacciature di un certo tipo, vestitini spezzati, ecc. è semplicemente per rendere più facile la visita a medici ed infermiere che devono visitare il bimbo.

    1. sí, l’avevo pensato anche io. alcune amiche che hanno partorito in italia mi dicevano che spesso le infermiere “richiedono” dei vestitini particolari perché quando devono insegnarti come vestirlo/svestirlo/lavarlo/cambiarlo preferiscono farlo con il tipo di tutina che preferiscono. e che anche per la mamma ci sono spesso specifiche richieste (pigiama no, camicia da notte sí, eccetera). qui invece la lista dell’ospedale era molto generica, e mi sono venuti mille dubbi :) invece, alla fine, era piú semplice del previsto: semplicemente, uno vale l’altro.

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