la centrale del latte

tempo fa ho detto che non avrei trasformato questo blog in un “mamma-blog”, che non avrei abbandonato i miei libri e le mie stupide considerazioni sul mondo per dedicarmi a pannolini, pappe e paranoie da neo-mamma. è tutto nero su bianco, quindi non posso rimangiarmelo (e nemmeno voglio, a dire il vero). ma non posso nemmeno far finta che questo mostriciattolo che mi dorme in braccio costringendomi a scrivere con una mano sola non esista. quindi, prendendo ad esempio gli ormai consolidati post a tema “cose che capitano”, ho deciso di inaugurare una nuova serie di post a tema “cose di mamma”. così i non interessati all’argomento possono saltare a piè pari.

l’argomento del giorno è “sono una pessima madre se non allatto i miei figli?“.
domanda fatta su facebook, da un’amica.
ecco un tentativo di risposta.

io ho scoperto di non poter allattare. era una delle cose che avrei voluto fare nella vita, ma pare che la vita, almeno per ora, abbia scelto diversamente. e visto che io, da sempre, ho un po’ di problemi nell’accettare l’imprevisto, i primi tempi dopo il parto ero un fascio di nervi, pronto a scoppiare appena un parente o un amico mi diceva che dovevo insistere, che non è facile per nessuno, che era importante per il mio bambino. nella mia testa, tutto questo si traduceva in “sono una pessima madre”. a dirla tutta, il punto è che ho il sospetto che si traducesse così non solo nella mia, di testa. perché il mondo non sempre pensa, prima di parlare. il mondo a volte spara a zero dando per scontato che quello che sta giudicando è una scelta (e già qui avrei da ridire – anche se fosse?!), quando potrebbe non esserlo. e in questo caso l’unico risultato ottenuto è che ti senti impotente, incapace, inutile. e l’unica cosa che puoi fare è sorridere, annuire e continuare per la tua strada.

postilla.
che poi, c’è da dire che io son stata fortunata. perché in clinica, accanto a quella sottospecie di essere urlante e piangente in cui mi ero trasformata nei miei ripetuti tentativi di dare un senso pratico alla mia sesta di reggiseno, c’era frank. un ostetrico adorabile e paziente, che mi ha assecondato in tutti i miei tentativi, e alla fine mi ha consolato dicendomi che le avevo provate tutte, che non andava, e che una mamma sorridente che ti allatta con un biberon è meglio di una mamma frustrata che prova ad allattarti al seno. ogni tanto ci manca, frank.

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5 pensieri su “la centrale del latte

  1. Tinuccia ha detto:

    Frank ha ragione. Non farti problemi, quello che conta é l’amore e la cura che gli dai, mica il latte prodotto dalla tua tetta. A proposito, una sesta, alla faccia! :D

      • Lilli Sol ha detto:

        Davvero il mondo ci gioca strani scherzi: io da sempre notoriamente tavola da stiro, avevo latte che mi sgorgava a zampilli…chi l’avrebbe mai detto. Tieni i nervi saldi, biberon in mano, e vedrai che andrà tutto alla grande. Avete appena cominciato un viaggio impagabile. NB: Dopo i bimbi…sono tornata la tavola di prima! :)

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