“A sud del confine, a ovest del sole” (H. Murakami)

A sud del confine a ovest del sole.jpg★★★★☆

Secondo “Esperimento Murakami”, dopo Kafka sulla spiaggia. E anche in questo caso, la prima impressione è: che belle immagini. Perché ci sono delle immagini, delle descrizioni, delle fugaci visioni così squisitamente nipponiche, così pure e delicate, che da sole valgono quasi tutto il libro. Ma si sa che io subisco il fascino dell’esotico, soprattutto in primavera, e quindi non so se vale.

La seconda impressione, purtroppo, è che ci sono alcune cose che avrei voluto conoscere meglio, alcuni “perché” che mi sono rimasti in testa. Ovviamente, non vi dico quali se no vi rovino la sorpresa, ma insomma una volta arrivata alla fine mi sono resa conto di essermi chiesta in almeno tre occasioni “e quindi? che ne è stato?”. Peccato, perché ora mi rimane quell’amaro in bocca così fastidioso. Una sorta di sospensione della trama, un enorme punto interrogativo. Forse, a pensarci bene, il motivo di tutto questo mio non afferrare a fondo l’essenza di queste pagine sta nel divario culturale tra me e Murakami. Il che è un vero peccato.

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