“Naked Heat” (R. Castle)

Naked Heat.jpg★★☆☆☆

Io ho la pessima abitudine, quando comincio a guardare un telefilm, di fare estenuanti maratone per finire non solo la prima serie, ma tutte le puntate disponibili, gli extra, e le interviste con gli attori. Mica solo i protagonisti, ovviamente. Anche le comparse. Ad ogni modo, esagerazioni a parte, con Richard Castle mi è successo più o meno la stessa cosa: ansia da “e nella prossima puntata?”. Quindi, secondo volume divorato. Peccato che rispetto al primo sia più complesso, con tanti nomi da ricordare e intrecci strani che a metà ti ritrovi a pensare “e questo chi è che era?”. Io sono una mamma lavoratrice, se decido di leggermi un libro in pausa pranzo, rubando preziosi minuti alla digestione, scartando a questo scopo (e accuratamente) tutti i grandi classici, le opere d’arte, i capolavori, i premi campiello, gli strega, i russi e un’altra mezza biblioteca, non potete pretendere che prenda appunti per non perdere il filo. E che diamine.

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