“Pieno giorno” (J.R. Moehringer)

Pieno giorno★★★★☆

Io Moehringer lo adoro. Adoro il suo modo di scrivere, le parole che usa e come le usa. Lo adoro al punto che “Il bar delle grandi speranze” è entrato a pieno titolo nella lista dei dieci libri dei quali non potrei fare a meno sulla famosa isola deserta. Lo adoro al punto che potrei seriamente pensare di leggermi una cosa che non mi interessa affatto, come l’autobiografia di Agassi, solo perché ho scoperto che ci ha messo lo zampino. E quindi, poco da aggiungere – questo libro me lo sono divorata parola dopo parola, virgole comprese. Per la cronaca, è la storia di un famoso (o almeno dovrebbe esserlo, nonostante io non l’avessi mai sentito nominare) ladro americano, che la sera in cui, malato, viene rilasciato dalla prigione in cui era rinchiuso, viene “rapito” da un giornalista e un fotografo, con i quali ripercorre (fisicamente, in macchina, al freddo) le tappe della sua vita.

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