“Circolo chiuso” (J. Coe)

Circolo chiuso★★☆☆☆

Letto (anzi, quasi divorato), sull’onda dell’entusiasmo de “La banda dei brocchi”, alla fine mi ha decisamente deluso. A dirla tutta, sembra quasi che Jonathan Coe avesse un paio di bollette di troppo da pagare, e un contratto già firmato con l’editore, e abbia voluto costruire un intero romanzo intorno a un paio di punti lasciati in sospeso nel primo romanzo. Senza oltretutto brillare in quello che a lui generalmente viene così bene, e cioè descrivere il mondo attraverso le sue storie, ricche di intrecci e molto accurate nelle descrizioni. Qui invece i personaggi mancano di spessore, e anche il mondo che li circonda sembra dato per scontato, per uscirsene fuori dalle pagine solo in un paio di occasioni, quasi a voler ribadire che sì, questo è ambientato negli anni Novanta tanto quanto quell’altro era ambientato negli anni Settanta. Peccato però, perché Coe ci piaceva tanto.

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