Domenica

È domenica. C’è da dire che io in genere odio quel noioso surrogato di vacanza che è la domenica. Oggi, invece, è tutto così incomprensibilmente morbido. Le luci dei lampioni, che aspettano pazienti le otto persone spegnersi, sembrano tante lune, tutte in fila. Le occhiaie riflesse nello specchio del bagno sono ridotte a lievi ombre innocue. Persino i piatti sporchi, malfermi nel lavello, i giochi abbandonati alla rinfusa in salotto, i calzini aggrovigliati sulla sedia si confondono in un mondo ovattato, senza spigoli e senza imperfezioni.
E io che pensavo fosse una tragedia, perdere gli occhiali.

Nota a margine: questo “racconto” è in realtà un “compito in classe” dell’atelier di scrittura creativa organizzato nel 2016 dalla libreria La Piola.

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