pensieri

Ansie di madre

Durante il weekend ho (ri)provato a mettere un po’ di ordine nella cameretta dei bimbi. Con la scusa che è il mese dei compleanni, e che ormai sono grandi, e che arriveranno nuovi giochi, mi sono chiesta, di tutto quello che hanno, se c’è qualcosa che sia il caso di donare, o buttare, o insomma congedare con tutti gli onori dalla nostra vita.

E all’improvviso, ansia.

Perché tutti noi abbiamo dei giocattoli, dei ricordi, dei libri che vorremmo salvare all’incedere inesorabile del tempo. Nel mio caso (ma sospetto nel caso di molti) quello che si è salvato, grazie alle cure di mamma, non è necessariamente quello che io vorrei avere ora qui con me. Se penso ai miei anni di bimba e ragazzina, ci sono due o tre cose di cui ho un vivo ricordo, delle quali posso ancora sentire la consistenza sotto le dita, e l’odore. Chissà dove sono, ora.

Il My Magic Diary, che nonostante tutto è per molti aspetti molto meglio del mio smartphone. Un astuccio rigido con la chiusura a calamita e il coperchio morbidoso di Little Twin Stars. La casa di Barbie casa-ufficio. Un portafoglio enorme, che usavo come “kit di sopravvivenza” e portavo con me ovunque andassi – nonostante l’onniscenza di Internet, non sono riuscita a trovarne, ovviamente, una foto, ma era
verde, blu e viola, con la chiusura a velcro – se per caso lo ritrovaste su qualche mercatino… Le Smemo (ma qui mi sa che è colpa mia e dei miei traslochi).

E io, cosa butterò via, che non avrei dovuto mai e poi mai?

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