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“Voci del verbo andare”

★★★★☆

Ascoltare la voce dei migranti, per capire chi sono. Chi siamo. E chi vogliamo essere. {Voci del verbo andare} #libroin140

Richard, ex professore universitario, si ritrova quasi per caso a frequentare dei giovani immigrati africani che aspettano il loro destino. E ne approfitta per fare (e farci fare) un bell’esame di coscienza, a noi che solo per caso siamo quelli fortunati, a noi che con le nostre leggi decidiamo del (non) destino di giovani che potrebbero essere figli nostri. Un intenso viaggio nella società di oggi, con tutte le carte in regola per essere più di un romanzo che cavalca l’onda dell’attualità. Un saggio sul nostro mondo, su quello che siamo, su quello che (non) sappiamo e soprattutto uno spunto di riflessione su chi vogliamo essere.

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“Americanah”

★★★★☆

La storia di Ifemelu e di come è “diventata nera in America” {Americanah} #libroin140

Una storia ricca di temi fondamentali e bellissimi. La questione della razza, l’America e le sue contraddizioni, l’amore, l’amicizia, la crescita, un po’ di politica, l’emigrazione e il ritorno a casa. Il punto di vista di un’africana in America (che no, non è la stessa cosa di un’afroamericana), mai scontato, mai superficiale. E tra le righe, ben visibile, il sorriso e l’intelligenza dell’autrice – che se avete visto un paio di sue lectures sapete di che parlo, altrimenti vedete di rimediare in fretta.

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“Un colore tutto mio”

★★★★★

Una favola tutta colorata, con un camaleonte alla ricerca di un colore tutto suo – cosa alquanto difficile per un camaleonte, a quanto pare. Inutile dire che la soluzione arriva nel modo più inaspettato: perché nella vita non è importante avere un colore, ma condividere le mille sfumature di colori con qualcun altro. Un inno all’amicizia e all’affetto, una splendida favola sulla ricerca dell’identità e la scoperta dell’arricchimento che ci danno i rapporti con gli altri.

Un colore tutto mio (Leo Lionni), ed. Babalibri
Dai 3 anni.

Leo Lionni, illustratore e artista, ha scritto anche il famosissimo “Piccolo blu e piccolo giallo” – mi sembra non ci sia nient’altro da aggiungere.

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“La cosa più importante”

Con questo bellissimo libro inauguro una nuova sezione del blog: da mamma lettrice, non vedevo l’ora di iniziare a leggere storie ai miei bimbi. Qui cercherò di parlarvi delle mie nostre storie della buonanotte (e non solo) preferite.

★★★★★

Una favola che parla di animali, di cose importanti e di unicità, per capire che tutti in fondo hanno “la cosa più importante”, basta saperla riconoscere. Una storia-filastrocca, con quei ritornelli che piacciono tanto ai bimbi piccoli, e dei disegni buffissimi. L’unico inconveniente è che si rischia di dover rimandare il momento della nanna, per calmare le risate da elefante con gli aculei, coccodrillo con la proboscide e orso verde come una rana.

La cosa più importante (Antonella Abbatiello), ed. Fatatrac.
Dai 3 anni.

Premiato nel 2001 con la Menzione d’Onore dell’UNESCO per le tematiche della pace.
L’autrice è anche una bravissima illustratrice; sul suo sito trovate la bibliografia completa delle splendide opere che ha illustrato.

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“Casa d’altri e altri racconti”

★★★★★

Montale disse che è un racconto perfetto. Mi sa che aveva ragione. Un gioiello da leggere e rileggere. {Casa d’altri} #libroin140

Un racconto che parla di tutto e di niente, messo in fila frase dopo frase, proprio come doveva essere – e poi, quando pensi di aver già letto tutto quello che c’era da leggere, qualche altra pagina densissima di parole perfette. Parole che ti vien voglia di rileggere all’infinito, scelte e allineate proprio come dovrebbe essere, parole struggenti e preziosissime nel loro descrivere un mondo vissuto e visto con gli occhi di uno scrittore giovane e bravissimo – ma com’è che non ne avevamo mai sentito parlare? Com’è che nessuno ci ha mai detto che non avremmo capito veramente la sera, finché non l’avessimo letta nelle parole di Silvio d’Arzo?

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“Tre piani”

★★★★☆

Tre storie, un mondo di emozioni, pulsioni, desideri, il contrasto tra il dover e il voler essere. {Tre piani} #libroin140

Gli scrittori israeliani (o almeno quelli che ho letto fino ad ora) hanno questa capacità di sviscerare gli animi umani, che li rende autori imprescindibili per un lettore in cerca di libri “che parlino davvero di qualcosa”. Libri che dietro ad una storia, a volte anche banale, nascondono un mondo di emozioni, pulsioni, desideri e sentimenti che si dipana pagina dopo pagina, fino a quando non ti sembra di aver capito tutto della vita. Ecco, arrivi alla fine di un romanzo di Eshkol Nevo e ti sembra di essere un po’ più ricco di quando hai iniziato. In questo caso, sono le pulsioni umani ad essere sviscerate, il desiderio sessuale, la solitudine, la razionalità e l’impulso, il dover essere e il voler fare. Bello, proprio bello.

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“La rete di protezione”

★★☆☆☆

L’appuntamento estivo con Montalbano è un ritorno a casa, ma quest’anno la storia è un po’ sottotono {La rete di protezione} #libroin140

L’appuntamento estivo con Montalbano è un ritorno a casa. La trattoria di Enzo, Adelina e le sue cene provvidenziali, Fazio sempre perfetto e Mimì sempre in corsa dietro due gambe, Livia eterna Penelope e Ingrid spalla sempre attenta quando Salvo deve “fare un po’ di teatro”. In quest’occasione però la storia è un po’ sottotono, gli sviluppi delle indagini troppo presto prevedibili, e l’atmosfera di attesa di qualcosa che non arriva da pomeriggio estivo.

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“Le nostre anime di notte”

★★★★★

Un altro quadro di #Haruf, una storia tanto semplice quanto devastante, un bellissimo inno alla vita {Le nostre anime di notte} #libroin140

Ero impaziente di tornare a Holt, anche se temevo che non sarebbe stata la stessa cosa. Mi sono ritrovata nella Holt vera, nella vera vita di Kent Haruf, come un magico gioco di ombre: divertente persino pensare Addie che legge la trilogia della pianura, cercando di ritrovarci pezzi della sua, di Holt. Una Holt sempre senza tempo, ma questa volta anche quasi senza spazio. Una Holt intima, rinchiusa in una stanza, con queste due anime che si concentrano ad inventarsi una vita, rotta solo dall’intrusione di un bimbo e di un cane, perche’ a volte le uniche speranze rimaste, quando il tempo scarseggia, sono i bambini e i cani.

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“Divorzio alla cinese”

★★★☆☆

Le kafkiane e irriverenti avventure di un’eroina del popolo alle prese con la macchina del potere in Cina {Divorzio alla cinese} #libroin140

Le kafkiane avventure di una donna che combatte contro la burocrazia cinese: un libro satirico, tutto sommato divertente, molto pungente nella sua critica al “sistema” cinese e suoi burocrati. Interessante pensare a quanto “di rottura” possa essere una denuncia così irriverente per la società cinese – ma personalmente lo trovo un po’ troppo lontano dai miei canoni letterari, un po’ troppo “macchietta”, e troppo poco sviluppato psicologicamente per meritare più di tre stelline. Come spesso mi capita nei casi in cui la forza della scrittura non mi trascina, in apnea, per tutto il libro, mi sono detta che forse lo avrei apprezzato di più in formato racconto.

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“Le quaranta porte”

Le quaranta porte.jpg★★☆☆☆

Un po’ romanzo storico, un po’ Coelho, e un po’ manuale di autoaiuto per quarantenni in crisi – bastava il primo. {Le 40 porte} #libroin140

Un libro costruito sul fortunato espediente narrativo delle storie “parallele ma anche no”, e che tutto sommato vale la pena leggere quanto meno per il racconto della storia di Rumi – ma in fondo non so. Forse è per quel tanto, troppo?, spiritualismo à la Coelho, che personalmente trovo un po’ smelenso. Nel complesso mi è sembrato una poco armonica e tutto sommato inutile fusione tra un romanzo storico, il Manuale del guerriero della luce, un po’ di lacrime da Colpa delle stelle e un manuale di autoaiuto per quarantenni in crisi… Bastava uno solo dei quattro. Possibilmente il primo.

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“La tristezza ha il sonno leggero”

★★★☆☆

#SpoilerAlert Che poi, io tifavo Arianna. {La tristezza ha il sonno leggero} #libroin140

Un romanzo intimo, appassionante, che ti porta a riflettere sui rapporti familiari, sull’idea di felicità, sull’amore in tutte le sue varianti. Un libro che è anche un bellissimo arcobaleno di citazioni e spunti di riflessione, scritto come vorrei che fossero scritti tutti i libri da portarmi in viaggio, nei primi weekend di primavera. L’unica pecca è che, forse per colpa del pessimo tempismo delle mie letture, mi ricorda troppo “Atti osceni in luogo privato” – e nel confronto secondo me ci perde un po’…

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“Stoner”

★★★★★

Com’è possibile rendere straordinaria una vita come tante? Un uomo comune, che si colora di indispensabile poesia. {Stoner} #libroin140

Questo capolavoro mi ha tenuta sveglia tutta notte – e ancora non ho capito come abbia fatto Williams a rendere così interessante e avvincente la storia tutto sommato banale di un professore universitario che più che a un genio somiglia a un nerd un po’ sfigato. Eppure così è: la storia scorre veloce, e tutto il mondo intorno scompare per lasciarti vivere la vita di Stoner. E alla fine ti ritrovi a pensare non solo che è un libro che vale la pena leggere, ma che parla di una vita che nonostante tutto vale la pena vivere.

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“I giovedì della signora Giulia”

★★★☆☆

Un giallo color seppia, una storia da serata sul divano, e un finale davvero a sorpresa. {I giovedì della signora Giulia} #libroin140

Un giallo che ha la rassicurante lentezza di uno sceneggiato in bianco e nero, di quelli di una volta, con il commissario in cappotto e cappello, magari con la pipa in bocca. Un giallo che è anche il racconto di un mondo che non c’è più, con le sue ville, i giardinieri e le signore che prendono il treno per far visita alla figlia che si è trasferita nella grande città e che, come si conviene a una signorina rispettabile, alloggia in convento. Un giallo che è soprattutto una sorpresa, che ti lascia con un inevitabile sorriso proprio all’ultima pagina.