“Tante piccole infamie”

tante piccole infamie★★★★☆

Ladri, assassini, preti, vestiti da sposa e galli vivi appesi a testa in giù {Tante piccole infamie} #libroin140

Ho letto tutta la prima parte di questo romanzo con una strana sensazione di déjà vu. Poi ho capito: queste piccole infamie hanno il sapore di salsedine, sole e vita di alcune canzoni di De Andrè. Un romanzo che è in realtà una raccolta di racconti sapientemente inanellati gli uni agli altri, e che in fondo potrebbe anche essere, per l’appunto, un disco ambientato nei vicoli di Genova. Ladri, assassini, preti, figlie da maritare e vedovi inconsolabili, cavalli da corsa non più in grado di correre e baristi psicologi, barbieri che incollando pezzi di uno specchio e treni che non passano più, vestiti da sposa e galli vivi, appesi per le zampe, a testa in giù.

“In tempi di luce declinante”

in tempi di luce declinante★★★☆☆

La storia di una famiglia che si fa storia della Germania. Ci sono i comunisti, gli esuli in Sudamerica, quelli che vogliono scappare all’Ovest, quelli fedeli al partito e quelli delusi. Un bel modo per ripercorrere un pezzo di storia d’Europa attraverso gli occhi di una famiglia. Peccato solo che questo continuo cambio di prospettiva, di personaggi e di anni mi abbia complicato non poco la lettura – sarà l’estate e la voglia di leggerezza, ma l’ho trovato un po’ indigesto…

“Assassinio di marzo”

assassinio di marzo★★★☆☆

Giornalista curioso amico di un investigatore molto paziente indaga su una serie di omicidi {Assassinio di marzo} #libroin140

E bravo Turèll. Un bel giallo, di quelli che ti tengono appiccicata alle pagine fino alla fine, scritto con quel poco di ironia che non fa male per sdrammatizzare, e quel tanto di “frasi da Smemoranda” che basta per farti rimuginare sulle verità della vita. Le premesse sono (quasi) le solite: giornalista curioso e amico di un ispettore di polizia molto paziente si trova ad indagare su una serie di omicidi in cui si trova (suo malgrado?) coinvolto. Scelto a caso in una serie che pare al momento conti 13 romanzi, ora mi tocca andare a scovare gli altri, in previsione dell’estate.

“Vita fuori tempo di Ivan Dolinar”

vita fuori tempo di ivan dolinar★★★☆☆

La storia di un uomo, la Storia della Croazia. Una storia tragicomica che in fondo è Storia {Vita fuori tempo di Ivan Dolinar} #libroin140

Un libro che è anche (e soprattutto) la storia della Yugoslavia (e della Croazia) vista dagli occhi di Ivan Dolinar, che ne attraversa le vicende sempre un po’ in ritardo sui tempi, sempre un po’ “dissociato” dalla realtà che lo circonda ma sempre, in questa realtà, immerso fino ai capelli. Viene rinchiuso in un campo di lavoro per colpa di un amico, incontra Tito, si ritrova a combattere in guerra su due fronti opposti, cerca malamente di instaurare un rapporto con le donne, viene fatto prigioniero, ferito, scappa e cerca di ricostruirsi una vita. Un uomo che si fa trasportare dalla corrente della Storia e ne diventa suo malgrado protagonista.

“L’uomo che metteva in ordine il mondo”

l uomo che metteva in ordine il mondo★★★★☆

La storia di un uomo “difficile” e di quando la vita gli ha messo i bastoni tra le ruote {L’uomo che metteva in ordine il mondo} #libroin140

Una di quelle storie che ogni tanto fa bene leggere. La storia di un uomo “difficile” e allo stesso tempo romanticamente e semplicemente fedele a se stesso, anche quando la vita lo porta a dover rivedere tutte le sue certezze, a dover scalfire quella sua corazza di principi per far posto, quando meno te l’aspetti, all’affetto e all’amicizia. La storia di un uomo coraggioso, in grado di capire quando è il momento di lasciare che la vita ti metta i bastoni tra le ruote. Ma anche (o soprattutto?) una storia d’amore – commovente quanto basta, intensa quanto serve.

“Corrono voci”

corrono voci★★★☆☆

Il paese è piccolo e la gente mormora: né più né meno quello che succede in questo romanzo, che racconta le disavventure di un soldato belga al suo rientro dalle colonie. Quando la gente del paese comincia a morire, il giovane viene accusato di essere l’untore e la sua famiglia emarginata dai compaesani. Il problema è che lo stile non è proprio il mio: scorre lentamente, e ho fatto fatica a mantenere la concentrazione fino alla fine…

“Signori bambini”

88-07-88080-3_Pennac_Signori bambini.indd★★☆☆☆

Premessa necessaria: io adoro Pennac (la saga di Malaussène, per dire, ha il suo altarino privato nella mia libreria). Va da sé che mi sono buttata a capofitto in questo romanzo: già pregustavo le irriverenti avventure di personaggi bizzarri e impossibili in una città che sembra più un circo che una capitale europea. E invece. Il problema è che sarebbe stato un bel racconto, e invece per chissà quale motivo è stato allungato, diluito, distorto fino a farne un romanzo tutto sommato noioso e insipido. Peccato.