“Divorzio alla cinese”

★★★☆☆

Le kafkiane e irriverenti avventure di un’eroina del popolo alle prese con la macchina del potere in Cina {Divorzio alla cinese} #libroin140

Le kafkiane avventure di una donna che combatte contro la burocrazia cinese: un libro satirico, tutto sommato divertente, molto pungente nella sua critica al “sistema” cinese e suoi burocrati. Interessante pensare a quanto “di rottura” possa essere una denuncia così irriverente per la società cinese – ma personalmente lo trovo un po’ troppo lontano dai miei canoni letterari, un po’ troppo “macchietta”, e troppo poco sviluppato psicologicamente per meritare più di tre stelline. Come spesso mi capita nei casi in cui la forza della scrittura non mi trascina, in apnea, per tutto il libro, mi sono detta che forse lo avrei apprezzato di più in formato racconto.

“La tristezza ha il sonno leggero”

★★★☆☆

#SpoilerAlert Che poi, io tifavo Arianna. {La tristezza ha il sonno leggero} #libroin140

Un romanzo intimo, appassionante, che ti porta a riflettere sui rapporti familiari, sull’idea di felicità, sull’amore in tutte le sue varianti. Un libro che è anche un bellissimo arcobaleno di citazioni e spunti di riflessione, scritto come vorrei che fossero scritti tutti i libri da portarmi in viaggio, nei primi weekend di primavera. L’unica pecca è che, forse per colpa del pessimo tempismo delle mie letture, mi ricorda troppo “Atti osceni in luogo privato” – e nel confronto secondo me ci perde un po’…

“I giovedì della signora Giulia”

★★★☆☆

Un giallo color seppia, una storia da serata sul divano, e un finale davvero a sorpresa. {I giovedì della signora Giulia} #libroin140

Un giallo che ha la rassicurante lentezza di uno sceneggiato in bianco e nero, di quelli di una volta, con il commissario in cappotto e cappello, magari con la pipa in bocca. Un giallo che è anche il racconto di un mondo che non c’è più, con le sue ville, i giardinieri e le signore che prendono il treno per far visita alla figlia che si è trasferita nella grande città e che, come si conviene a una signorina rispettabile, alloggia in convento. Un giallo che è soprattutto una sorpresa, che ti lascia con un inevitabile sorriso proprio all’ultima pagina.

“La testa perduta di Damasceno Monteiro”

la-testa-perduta-di-damasceno-monteiro★★★☆☆

Un’inchiesta, un giornalista, un avvocato delle cause probabilmente perse. {La testa perduta di Damasceno Monteiro} #libroin140

Un’inchiesta, un inviato di un giornale portoghese, un avvocato delle cause probabilmente perse. L’autorità, il potere della divisa, la tortura, il potere della stampa contro la prevedibilità della cosiddetta giustizia. In queste poche pagine c’è tutto quello che serve per una denuncia sociale letterariamente impeccabile – un romanzo che più che per la storia va ricordato per quanto ci fa riflettere sul mondo in cui viviamo, perché non è detto che il Portogallo di ieri non possa essere l’Italia (o qualunque altro Paese) di oggi. Un po’ troppo lento per i miei gusti – ma probabilmente sono io che in questo periodo non ho la concentrazione necessaria per godermelo.

“Il cappotto della macellaia”

il-cappotto-della-macellaia★★★☆☆

Una storia raccontata con uno stile leggero, personaggi surreali e un pizzico di follia {Il cappotto della macellaia} #libroin140

Un libro che ha dalla sua una storia da raccontare e uno stile leggero, perfetto per un weekend di relax, magari sulla spiaggia. Una di quelle storie che sarebbero perfette da raccontare ai figli come favole della buonanotte (e, non a caso, pare che sia in effetti tratto da una storia vera raccontata all’autrice dalla madre), e che delle favole ha quei personaggi un po’ surreali e quel pizzico di follia che ti spinge a stropicciarti gli occhi, per cercare di capire se è tutto vero, o dove sta lo scherzo. Però, nonostante tutto, mi è rimasto “un po’ così”, come un racconto che si è montato la testa ed è voluto diventar romanzo.

“La Pensione Eva”

la-pensione-di-eva★★★☆☆

Crescere è come guardare il mondo, e la guerra, dalle persiane socchiuse di un bordello di periferia {La Pensione Eva} #libroin140

Mio primo esperimento “Camilleri senza Montalbano”: una lettura veloce, da rilassante domenica pomeriggio sul divano. Rassicurante l’uso del “vigatese” e l’atmosfera che si respira, che ricorda in tutto e per tutto quella del Camilleri (a me) più noto. Nonostante tutto, però, continuo a preferire Montalbano, le sue indagini e gli intrecci che si dipanano pagina dopo pagina, piuttosto che questo spaccato di vita tutto sommato senza trama e senza personaggi profondi e significativi. E’ come lo schizzo a matita di un grande pittore paesaggista: riconosci la mano, intuisci i colori che avrebbe usato e le sfumature che avrebbe potuto creare – ma schizzo a matita rimane.

“Gli Scorta”

gli scorta★★★☆☆

Un paesino della Puglia, una famiglia segnata dal destino e, soprattutto, un trabucco. {Gli Scorta} #libroin140

Un affresco di un piccolo paese della Puglia del secolo scorso, ma anche la storia di una disgraziata famiglia e del suo rapporto con i compaesani. Il tentativo di rendere omaggio ad una terra piena di tradizioni, ricordi e storie da raccontare – con alcuni dei limiti degli omaggi: il linguaggio troppo aulico, la voglia di raccontare troppo e la conseguente “corsa” verso la fine, e la generale scarsa potenza delle descrizioni ne fanno un romanzo piacevole ma non “fondamentale”, e di certo non all’altezza della sua fama. Ma c’è anche da dire che vale la pena leggerlo anche solo per quella magistrale scena del pranzo sul trabucco…