“Il sentiero dei nidi di ragno”

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Tempo fa, reduce da una sonora ubriacatura che mi aveva intristito più di quanto volessi concedermi, mi presi una pausa dai romanzi sulla seconda guerra mondiale, sui ghetti, sulla lotta partigiana. E così questo romanzo finì nella “lista del prima o poi”, passando poi per vari motivi in una sorta di dimenticatoio. Ma Calvino non merita limbi né purgatori: quindi eccomi qui, con alle spalle una notte insonne a seguire la storia di Pin, che si muove tra le trame della Storia come il bambino che è, riuscendo allo stesso tempo a farci intuire il peso e la gravità della sua storia e di quella di chi incrocia il suo cammino. Un romanzo d’esordio che in realtà sembra avere già una sua maturità, un suo mondo compiuto e perfetto come quelli che sa creare Calvino.

“Atti osceni in luogo privato”

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Che ammettiamolo, tutti avremmo bisogno di una Marie, nelle nostre vite. {Atti osceni in luogo privato} #libroin140

Due notti insonni, alla faccia dell'”approfittane e dormi quando bimbo piccolo dorme”, perché proprio non ce l’ho fatta a mettere già questo libro e spegnere la luce. Una storia tutto sommato “banale”, la crescita emotiva e l’iniziazione sessuale di un giovane italo-francese diviso tra la Parigi di Sartre e la Milano degli amici, tra le speranze giovanili e la realtà della vita adulta, tra una donna (im)possibile e un amore vero. Una storia che scorre via leggera, con in più una bella dichiarazione d’amore per la letteratura, con tutti i libri che scandiscono la crescita di Libero e lo accompagnano né più né meno di come fanno con tutti noi. E poi, c’è quella storia di Marie – che ammettiamolo, tutti avremmo bisogno di una Marie, nelle nostre vite.

Postilla. I detrattori, tra le altre cose, dicono che è un po’ troppo scopiazzato da Guenassia – ottima scusa per passarlo dalla “lista dei libri da leggere” al comodino.

“Benedizione”

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Una prosa essenziale e perfetta per parlare della Vita e dei suoi sentimenti più profondi e universali {Benedizione} #libroin140

Io adoro gli scrittori che costruiscono frasi perfette: a scuola, per dire, ricopiavo senza sosta aforismi sul mio diario, durante le noiose lezioni di latino. In genere, i miei scrittori preferiti arricchiscono, modellano, ingioiellano frasi ad effetto che mi piace leggere e rileggere senza sosta. Haruf è a suo modo agli antipodi, ma per lo stesso motivo straordinario: è in grado di costruire frasi perfette togliendo, limando, riducendo all’osso idee e sentimenti. Questo libro dalla prosa essenziale e dura è semplicemente una perfetta descrizione della vita e dei suoi sentimenti più profondi, universali e “umani”.

“Il buio oltre la siepe”

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Un libro indispensabile sul razzismo, sulla storia dell’America, sull’infanzia e sulla vita {Il buio oltre la siepe} #libroin140

I libri che mi fanno arrabbiare più di tutti sono quelli che ti trascinano nel loro mondo con una forza tale da non riuscire, appena finiti, a prendere in mano nient’altro, perché tutto sembra inutile, sterile, finto. Appena sotto, i libri che mi fanno arrabbiare più di tutti sono quelli che sono talmente intensi e coinvolgenti che vorresti parlarne per ore, consigliarli a tutti, scriverne meraviglie e… non ti viene niente di intelligente da dire. Questo è uno dei libri che, più di tutti, mi ha fatto arrabbiare. Un libro che è, semplicemente, indispensabile.

“Tanta vita”

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Una dolorosa saga familiare al femminile, parole dette e taciute, vita e morte, rabbia e amore {Tanta vita} #libroin140

A proposito di uomini che riescono ad entrare nella psicologia femminile. Palomas è riuscito a intrecciare in modo avvincente e coinvolgente un intero mondo di relazioni familiari, parole dette e non dette, vita, morte, dolore, rabbia e amore. Cinque (forse sei, o addirittura sette) donne le cui vite si intrecciano e si condizionano. Una grande e dolorosa saga familiare ma anche un tributo alla forza di queste donne, al loro sostenersi reciprocamente, nonostante tutto, ognuna a modo suo.

“Danny l’eletto”

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Due universi agli antipodi si analizzano, si comprendono, si accettano, pur continuando a non condividere nulla {Danny l’eletto} #libroin140

La cosa che più mi ha colpito di questo bellissimo romanzo di Potok è la capacità di rappresentare dei rapporti umani complessi, difficili, dolorosi ma radicati sulla consapevolezza che la conoscenza può superare la diffidenza e il rifiuto del diverso. Sia nel rapporto tra i due ragazzi protagonisti del libro e i loro padri, sia nel rapporto tra i due, sia nell’apparentemente inesistente rapporto tra i due padri, ritorna sempre il solito, fortissimo messaggio: il rifiuto di dare giudizi di merito approssimati e la comprensione del “diverso” portano alla sua accettazione. E, soprattutto, che la comprensione e l’accettazione non portano necessariamente alla condivisione. I quattro personaggi principali di questo libro non si muovono di un millimetro dalle loro tradizioni, dalle loro convinzioni, dai loro sogni – ma la comprensione degli altri li porta a superare le distanze, ad accettare le differenze, a sostenersi in un delicato equilibro che all’inizio sembra nient’altro che un’utopia.

“La storia”

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Un romanzo che ti scava dentro, ti cambia, ti schiaffeggia con la dura realtà della guerra e della vita {La storia} #libroin140

Questo è uno dei libri che, messa alle strette, porterei sulla famosa isola deserta. L’ho letto ai tempi del liceo, poi riletto all’università, e poi ancora da adulta. L’ho regalato e consigliato talmente tante volte che ormai chi mi chiede consigli di lettura è costretto a specificare “A parte La storia…”. La forza dirompente di questo romanzo è che, ad ogni rilettura, ad ogni età, ti scava dentro, ti cambia, ti schiaffeggia con la dura realtà della guerra e della vita. A riprova di questo il fatto che, quest’anno, non sono riuscita a finirlo. Ho dovuto smettere, con le lacrime agli occhi.