
★☆☆☆☆
Speravo in un passatempo da vacanze, e invece mi sono ritrovata tra le mani un’insulsa accozzaglia di personaggi con lo spessore della carta su cui sono scritti. Un’occasione sprecata, per una cosy crimer.

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Speravo in un passatempo da vacanze, e invece mi sono ritrovata tra le mani un’insulsa accozzaglia di personaggi con lo spessore della carta su cui sono scritti. Un’occasione sprecata, per una cosy crimer.

★★★☆☆
Una lettura piacevolissima, soprattutto durante le feste, soprattutto se la storia ti riporta dritta dritta a casa dei nonni, che a due passi da Concordia festeggiavano il Natale, quando ancora era poesia.

★★★★☆
Un Domenico Dara un po’ meno onirico rispetto a Malinverno, ma sempre intensissimo nel suo intrecciare storie e, soprattutto, personaggi. Peccato solo per il finale un po’ in calando, che si porta via una stellina.

★★★★☆
Questa volta Mencarelli parla – come solo lui sa fare – di vergogna, di radici, e di quell’inadeguatezza che ti prende quando non sei mai veramente parte di qualcosa. Più che un romanzo, è una pala che ti scava dentro.
★★☆☆☆
Il tema è di quelli che mi trascinano in un buco nero di entusiasmo (Anita docet), e invece qui ho fatto una gran fatica ad arrivare alla fine. Un giallo che non è un giallo, una storia un po’ così, e nemmeno le bollicine di Monterossi.
★★★★★
Non ce ne sono tanti, di romanzi così meravigliosamente dolorosi. Una storia di guerra, e di morte – ma anche una storia d’amore, di fratellanza, di vita. Un capolavoro, se volete il mio parere.
★★☆☆☆
Bellissima l’idea di un dietro le quinte a metà tra il romanzo e il diario, tra realtà e finzione. Un po’ meno bellissimo il risultato, perché è passato troppo tempo e il tutto risulta un po’ troppo “mi capisco io, e tanto basta”.
★★★☆☆
Altro capitolo, altre indagini. Sempre sotto il sole della Francia del sud, sempre in compagnia di Isabelle e Apollinaire. Che ormai l’ho un po’ capita, e il caso l’avevo risolto prima di lei – vedi a volte le soddisfazioni della vita.
★★★☆☆
Isabelle Bonnet è sempre più di casa, e Apollinaire un nuovo idolo in disguise. Rimane un po’ di perplessità per come vengono portati avanti certi legami, ma ormai la curiosità si è impadronita delle mie serate in pantofole.
★★★☆☆
Seconda avventura di Isabelle Bonnet, perfetta per questi autunni carichi di pioggia e impegni: soleggiato quanto basta, leggero quanto basta. Lo stile non mi è del tutto congeniale, ma è un passatempo di tutto rispetto.
★★☆☆☆
★★★★☆
Una storia che parte dalla disperazione, e dalla disperazione è spinta. Quando però, dall’altro lato, a tirare, ci sono i sogni, ecco che le magia si compie, i destini si incrociano, le vite si illuminano.
★★★☆☆
Un interessante esercizio di stile, con un Bisio tragicomico quanto basta. Peccato che, essendo nato Romanzo, fa fatica a sopravvivere monologo, se non come divertissement – che poi è quel che voleva essere, mi sa.
★★★★☆
Eccola qui, l’eccezione che conferma la regola. Non è vero che i polizieschi tedeschi non mi intrigano, è che non avevo ancora incontrato Isabelle Bonnet – e anche il 2024 ha la sua serie cosy crime dell’estate.
★★☆☆☆
★★★★☆
Diotallevi riesce ad ammaliare parlando di un personaggio di cui si sa meno di niente, partendo dalla sua vita per disquisire di mistero e sorpresa, fiducia e meraviglia. Illusionista anche lei, ci mostra Rol per svelarci la vita.
★★★★★
Un’altra notte insonne in compagnia di Eraldo, per recuperare il tempo perduto. Un pugno nello stomaco, una scrittura perfetta in grado di abbracciare allo stesso tempo amore e morte, ironia e tragedia.
★★★★☆
★☆☆☆☆
★★☆☆☆